L’ultimo affronto di Kim: lancio multiplo di missili per dimostrare di poter abbattere le navi Usa. Seul convoca il Consiglio di Sicurezza

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Il clima nell’Est asiatico è sempre più infuocato. La Corea del Nord, infatti, ha effettuato il suo decimo test missilistico, contravvenendo a tutti gli avvertimenti arrivati da Corea del Sud e Stati Uniti. Per questo motivo il presidente sud-coreano, Moon Jae-In, ha convocato il Consiglio di Sicurezza Nazionale, il primo da lui presieduto, poche ore dopo il decimo test missilistico della Corea del Nord.

Si é trattato, in particolare, del quinto test nordcoreano da quando Moon ha assunto la carica di presidente, il 10 maggio scorso, e rappresenta anche uno schiaffo politico dopo che Seul aveva appena annunciato la decisione di sospendere l’installazione dello scudo anti-missile Thaad. Il Giappone ha condannato i test con il ministro degli Esteri, Fumio Kishida, che ha definito “imperdonabile” l’ultima provocazione di Pyongyang.

Secondo i primi rilevamenti giapponesi, i missili non dovrebbero essere caduti in acque che appartengono alla zona economica esclusiva di Tokyo, come accaduto, invece, al termine del test del 29 maggio scorso.

I nuovi lanci di missili arrivano a meno di una settimana dalle nuove sanzioni decise dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nei confronti del regime di Kim Jong-Un. Il lancio aveva come obiettivo “mostrare la capacità di attacco antinave dei diversi missili”, ha detto un portavoce dello Stato maggiore della difesa sudcoreano. I test di missili da crociera non è contrario alle regole stabilite dalle risoluzioni Onu.