L’ultimo monito dell’Eurogruppo all’Italia sul deficit. Servono misure aggiuntive da 6 miliardi entro marzo. Ma qualche segnale positivo lo vedono pure i tedeschi

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Cartellino giallo per il governo Renzi direttamente da Bruxelles. L’Italia, infatti, deve fare ancora di più per rientrare nei parametri europei. Ergo: la legge di stabilità non basta e, con grande probabilità, servirà una manovra correttiva aggiuntiva che rischia, però, di tradursi in una vera e propria mazzata. A preannunciare che qualcosa non era andato nel migliore dei modi, d’altronde, ci aveva pensato già ieri direttamente Angela Merkel che in un’intervista in Germania aveva definito “insufficienti” le mosse di Roma e Parigi. E oggi è arrivata la conferma. Nel documento redatto al termine della riunione dell’Eurogruppo dedicata alle bozze di legge di bilancio dei Paesi dell’Eurozona (la riunione serve per l’ok politico della commissione), Italia, Belgio e Francia passano l’esame ma con pesantissime riserve, dato che i tre Paesi avranno tempo fino a marzo per rimettersi in regola con i conti.
IL MONITO
Al Belpaese, il comunicato dell’Eurogruppo ricorda che la correzione del deficit strutturale nel 2015 deve essere dello 0,5% del Pil, mentre secondo le ultime valutazioni della Commissione lo sforzo previsto è solo dello 0,1%. “Secondo la Commissione – scrivono infatti i titolari dei ministeri dell’Economia e delle finanze dell’Eurozona – lo sforzo fiscale strutturale nel 2015 sarà pari allo 0,1% del Pil, quando è richiesto uno sforzo dello 0,5% sotto il braccio preventivo” della procedura d’infrazione. Tradotto dal burocratese significa che la correzione dei conti messa sul piatto da Roma, pari a circa 4,8 miliardi complessivi, non è sufficiente. “Ci sono alcune misure aggiuntive che devono essere prese. Vogliamo che i divari siano colmati e le misure siano prese laddove è necessario”, ha commentato in conferenza stampa il commissario europeo per gli Affari economici, Pierre Moscovici. Tradotto in soldoni, parliamo di circa 6 miliardi in più di correzione. “Su questa base – si legge ancora nel comunicato – sarebbero necessarie delle misure efficaci per permettere un miglioramento dello sforzo strutturale”.
SEGNALI POSITIVI
Ci sono però anche note positive. Come detto dal potente ministro tedesco delle Finanze Wolfgang Schaeuble, “l’Italia ha appena approvato una impressionante riforma del mercato del lavoro”. Siamo, insomma, “sulla via giusta”. Non solo. Il paragrafo dedicato all’Italia parte significativamente con il riconoscimento della debolezza della congiuntura (crescita e inflazione) come ragione centrale che rende difficile l’abbattimento repentino del debito. Anche per questo i ministri delle Finanze dei 18 Paesi della moneta unica accolgono con favore “gli impegni dell’Italia di attuare le misure necessarie per assicurare che il bilancio 2015 rispetti le regole del braccio preventivo del Patto di Stabilità e crescita”. Infine, l’Eurogruppo apprezza “gli impegni dell’Italia di affrontare le debolezze strutturali dell’economia e incoraggiare l’attuazione di un’agenda di riforme ambiziosa e ad ampio raggio”.