L’Unione Europea a Renzi: bisogna fare di più

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In base alla valutazione del programma e delle previsioni della Commissione, il Consiglio è dell’opinione che servono sforzi aggiuntivi, anche nel 2014, per rispettare i requisiti del Patto di stabilità”. Cioè per riportare il debito pubblico su un sentiero di sostenibilità. E’ quanto si legge nelle raccomandazioni del Consiglio all’Italia, pubblicate lunedì pomeriggio. “Le previsioni di primavera 2014 della Commissione indicano una non conformità con il parametro di riferimento della riduzione del debito nel 2014″, scrivono i commissari, “poiché l’aggiustamento strutturale prospettato (soltanto 0,1 punti percentuali del Pil) è inferiore all’aggiustamento strutturale richiesto di 0,7 punti percentuali”. Per questo “il Consiglio è del parere che siano necessari sforzi aggiuntivi, in particolare nel 2014, per garantire la conformità ai requisiti del patto di stabilità e crescita“.

Secondo l’agenzia AdnKronos, nel corso delle trattative della scorsa notte dalle Raccomandazioni è stata eliminata la parte relativa alla bocciatura della richiesta italiana di concedere lo slittamento del pareggio di bilancio strutturale di un anno. In quella frase si affermava che “l’esenzione richiesta dall’Italia di deviare dal percorso verso gli obiettivi di medio termine non può essere concessa a causa del rischio di non conformarsi con gli obiettivi di riduzione del debito”.

Sul bonus di 80 euro il giudizio è di sufficienza solo parziale: “I recenti interventi volti ad alleggerire la pressione fiscale sui fattori di produzione sono stati piuttosto limitati”. C’è spazio per “spostare ulteriormente il carico fiscale verso i consumi, i beni immobili e l’ambiente, nel rigoroso rispetto degli obiettivi di bilancio”.

Secondo Il Fatto Quotidiano.it Segue un avvertimento sulla necessità di dare attuazione senza ritardo alle misure adottate. Quanto mai necessario, agli occhi della Ue, visto che l’Italia è sempre stata lenta e inadempiente soprattutto sul fronte dei decreti attuativi necessari per trasformare in misure concrete le norme varate da governo e Parlamento. “Resta cruciale per l’Italia l’attuazione rapida e completa delle misure adottate, sia al fine di colmare le carenze esistenti a livello di attuazione, che al fine di evitare l’accumulo di ulteriori ritardi”.

“Una delle leve fondamentali per migliorare le prestazioni dell’Italia in termini di attuazione e per assicurare, in generale, un’azione politica più snella risiede in un maggior coordinamento e in una ripartizione più efficiente delle competenze tra i vari livelli di governo, aspetti di cui potrebbe beneficiare, a sua volta, la gestione dei fondi dell’UE, a favore della quale finora sono stati attuati soltanto interventi parziali e incompleti, soprattutto nelle regioni meridionali. Continuano inoltre a ripercuotersi sulla gestione dei fondi dell’UE l’inadeguatezza della capacità amministrativa e la mancanza di trasparenza, valutazione e controllo della qualità. La qualità del servizio pubblico trarrebbe beneficio anche da una maggiore efficienza e da un più forte orientamento al servizio, nonché dai corrispondenti cambiamenti nella gestione delle risorse umane. La corruzione continua a incidere pesantemente sul sistema produttivo dell’Italia e sulla fiducia nella politica e nelle istituzioni. Oltre a rivedere la disciplina dei termini di prescrizione, per lottare efficacemente contro la corruzione è indispensabile dotare di adeguati poteri l’Autorità nazionale anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche. Le gravi inefficienze che ancora caratterizzano la giustizia civile impongono una verifica accurata dell’impatto delle misure adottate”.