L’Unione europea non conosce crisi

L'Unione europea non bada a spese. Ecco quanto costano Consiglio, Commissione e Parlamento.

È proprio il cado di dirlo: l’Unione europea è pronta a mettersi in posa. Una posa decisamente cara considerando che la spesa complessiva supererà i 4,6 milioni di euro. È quanto si legge in un bando di gara recentemente aggiudicato e indetto proprio dal Parlamento europeo.

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L’Unione europea non bada a spese. Ecco quanto costano Consiglio, Commissione e Parlamento

“Copertura fotografica delle notizie dell’Ue e fotografie per scopi illustrativi”, l’oggetto del bando. Più nel dettaglio, dalla documentazione emerge che l’obiettivo è garantire “copertura fotografica delle notizie dell’Ue e fotografie per scopi illustrativi in tutto il mondo, senza eccezioni geografiche, da utilizzare per le esigenze di informazione e comunicazione delle tre istituzioni partecipanti” e cioè Consiglio, Commissione e Parlamento.

In altre parole, si richiede una massiva copertura fotografica di modo che per ogni evento, ogni meeting, ogni incontro in giro per il mondo, ci sia qualcuno che scatti una foto. Alla fine ad aggiudicarsi il ricco bottino è stata, dopo la presentazione di tre offerte, la Factstory Sas, agenzia francese specializzata nel prodotto digitale e che lavora in ben 150 Paesi (così perlomeno si dice sul sito ufficiale).

Ma d’altronde non devono sorprendere spese di questo tipo. Basta leggere il bilancio di previsione 2023 per rendersi conto come l’Ue quest’anno non voglia badare a spese. Scorrendo documenti e file, appare immediatamente chiaro un elemento: è da qualunque lato si guardino i conti, nel 2023 la mastodontica macchina europea costerà di più ai cittadini comunitari. A cominciare, manco a dirlo, dagli stipendi degli eurodeputati.

Per gli eurodeputati nel 2023 saranno spesi 226,5 milioni di euro

Nel 2023 la voce “membri dell’istituzione” vale da sola 226,5 milioni di euro contro i 209,9 milioni riferiti a quest’anno. All’interno del capitolo rientrano ovviamente, tra le altre cose, le indennità dei 705 eletti (che da sole assorbono 85 milioni), ma anche i rimborsi di viaggio (71,6 milioni), e le spese “connesse alle attività parlamentari dei deputati” (altri 43 milioni contro i 39 del 2022). Ma non solo.

Affinché agli eletti non manchi proprio nulla, nel portafogli sono conteggiati ulteriori 6,2 milioni per il rimborso di spese di viaggio se “effettuate nello Stato membro di elezione”. Bruxelles, però, non abbandona neanche dopo la fine del mandato. E così ecco le “indennità transitorie” (nel 2023 verranno accantonati 1,2 milioni), destinate – si legge nel corposo bilancio – a coprire le esigenze di “fine mandato di un deputato”. Casomai non dovesse trovare lavoro.

D’altronde dev’essere parecchio estenuante lavorare al Parlamento europeo se soltanto per “missioni e spostamenti del personale tra i tre luoghi di lavoro”, e dunque le tre sedi di Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo, sono state previsti per il 2023 costi pari a 23,4 milioni di euro. Non solo. Il mantenimento delle tre sedi pesa sui conti una cifra pari a 135 milioni di euro, cui si aggiungono ulteriori 19 milioni per saldare affitti vari, che lasciano quantomeno interdetti considerando che il patrimonio immobiliare del solo Parlamento è pari a 1,2 miliardi di euro.

Il Parlamento europeo spenderà la bellezza di 24,8 milioni di euro per acquistare mobili e accessori per ufficio

Finita qui? Certo che no. Un altro degli ultimi appalti aggiudicati riguarda l’acquisto di “mobili e accessori per ufficio”. Il Parlamento europeo, come si legge nella documentazione ufficiale, ha deciso in questo caso “di indire la presente gara d’appalto per l’acquisto di mobili e accessori per ufficio” per il personale non solo della sede del potere legislativo, ma anche per la Corte dei conti europea, la Corte di giustizia e altri quattro piccoli comitati che rientrano nella sfera Ue. Importo complessivo? A dir poco spaventoso: 24,8 milioni di euro. Non male considerando che parliamo di tavoli, sedie, aree relax, tappeti e mobili di lusso.

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