Mafia Capitale, ora trema pure Alfano. L’inchiesta arriva al sottosegretario Castiglione. Braccio destro di Angelino

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Trema il mondo della politica dopo il secondo atto di Mafia Capitale con i 44 arresti di ieri. Ma ci sono anche 21 indagati che risultato a piede libero. E tra questi Giuseppe Castiglione. Il suo coinvolgimento sarebbe relativo al Cara di Mineo in Sicilia. Castiglione, sottosegretario all’Agricoltura, è un fedelissimo del ministro dell’Interno, Angelino Alfano. Il suo braccio destro. Figura tra i sei indagati per turbativa d’asta nell’inchiesta della Procura di Catania sull’appalto per la gestione del Cara di Mineo. Ecco perché a tremare c’è pure il ministro. Castiglione dice di essere tranquillo, ma inutile nascondere che le conseguenze di questa inchiesta potrebbero essere deleterie anche per il futuro del Governo.  “In questa vicenda sono assolutamente sereno”, spiega Castiglione,. “Se riceverò un avviso di garanzia, se ci sarà una mia responsabilità, che io escludo assolutamente, non dovrà prendere provvedimenti qualcuno, ma li prenderò io personalmente”.

Oggi saranno sentiti dal gip Flavia Costantini tutti coloro che sono stati reclusi a Regina Coeli: tra questi Mirko Coratti, già presidente dell’Assemblea Comunale, Francesco Ferrara, dirigente della cooperativa “La Cascina”, il dirigente comunale Angelo Scozzafava e l’ex assessore della giunta Marino, Daniele Ozzimo. Domani sarà la volta di quelli reclusi a Rebibbia.

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