Mafia Capitale, quell’appalto del Cara siciliano fa tremare l’esecutivo. Buzzi passa all’attacco: “Se parlo io …e su Mineo può cadere il Governo”

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Salvatore Buzzi, il re delle coop rosse, va all’attacco e lancia oscuri presagi anche sul Governo legati al Cara di Mineo. E ai possibili intrecci con esponenti del Nuovo centrodestra. Perché sul filone dell’inchiesta siciliana risulta indagato il sottosegretario del Nuovo Centrodestra, Giuseppe Castiglione.

Prima di tutto Buzzi definisce l’ex Nar Massimo Carminati “una brava persona”. Dichiarazioni spontanee che fanno rumore soprattutto quando si parla del centro d’accoglienza siciliano: “Su Mineo casca il governo. Io potrei, cioè, se possiamo spegnere (il registratore, ndr ) glielo dico. Dott Cascini, se lo può spegnere un secondo parliamo”. Ma i magistrati ovviamente gli dicono di no. Poi parla d’altro Buzzi, salvo a fine deposizione tornare su quanto già affermato raccontando quanto saputo da Odevaine: “Nel 2012 il Comune, il Consorzio indice la gara, e il Castiglione, insomma, che credo sia fortemente interessato a questa cosa, fa sì che la gara venga poi aggiudicata, almeno così… venga, insomma, indicato chi è il soggetto che dovesse vincere la gara. Idem nel 2014, quando la gara è stata riaggiudicata con un bando sartoriale, come dice Cantone, perché se tu mi prevedi un bando che doveva avere il centro cottura a 20 km, e ce l’ho solo io il centro cottura a 20 km, solo io possono partecipare. Nessuno poté partecipare”, questo è quello che mi ha raccontato Odevaine, dice Buzzi, “È la gara da 150 milioni di euro, eh?”.

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