Mafia Capitale, tensione alle stelle in Campidoglio. Bufera sul sindaco Marino. I manifestanti vogliono le dimissioni. Ma il primo cittadino resiste

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“Dimissioni” e “mafiosi”. Questi gli insulti riservati all’assemblea capitolina in Campidoglio. La tensione aumenta ogni ora che passa a Roma e questa volta a protestare c’erano esponenti di Movimento 5 Stelle, Casapound e lavoratori dell’azienda multiservizi e di altri movimenti. Beppe Grillo scrive in un tweet: “Mafia Capitale scandalo senza fine. Il Campidoglio va disinfestato”. I lavoratori di Multiservizi e gli attivisti del M5s hanno cercato di entrare a Palazzo Senatorio ma è stato impedito l’accesso: le porte del Campidoglio sono state chiuse. Dure contestazione anche al sindaco di Roma, Ignazio Marino. La seduta è stata convocata per la sostituzione di quattro consiglieri arrestati con la seconda ondata di manette di Mafia Capitale.

ZINGARETTI PERDE UN ALTRO PEZZO
Altro colpo al Pd con le dimissioni da capogruppo in Regione di Marco Vincenzo. “Sono assolutamente estraneo da qualsiasi responsabilità e nell’interesse del gruppo Pd alla Regione, dell’Amministrazione regionale e del Partito Democratico mi dimetto da capogruppo”. Dimissioni che arrivano dopo alcuni articoli di giornale che lo indicano come personaggio coinvolto. Così il presidente Zingaretti perde un altro pezzo dopo le dimissioni nel marzo scorso del suo ormai ex capo di Gabinetto Maurizio Venafro.

OZZIMO AI DOMICILIARI
Per l’ex assessore al sociale, Daniele Ozzimo, è arrivata la scarcerazione. Le informazioni fornite nel corso dell’interrogatorio di garanzia avrebbero fatto venire meno le esigenze della custodia cautelare in carcere. “Ozzimo all’interno dell’interrogatorio di garanzia ha fornito una serie di precisazioni che hanno contribuito in maniera utile alla ricostruzione dell’intera vicenda. Non ha nulla da nascondere perchè non ha tenuto alcun rapporto di natura corruttiva con Buzzi”, ha spiegato Danilo Leva (anche deputato del Pd, ndr), uno dei suoi avvocati.

I CINQUE ARRESTI
Non direttamente riconducibile al filone di Mafia Capitale ‘c’è un’altra inchiesta. Oggi sono stati cinque gli arresti della Finanza per associazione per delinquere, truffa aggravata e continuata, falso, turbativa d’asta, sottrazione fraudolenta del pagamento delle imposte con l’aggravante transnazionale. Oltre agli arrestati ci sono un’altra ventina di indagati. Dall’indagine spiccano i rapporti tra l’imprenditore Amore e alcune persone che lavorano all’interno degli uffici del Comune. Ad Amore sarebbe stata affidata la gara per il restauro dove si riunisce il Consiglio comunale, aula Giulio Cesare, a trattativa privata. Un affare da cinque milioni di euro.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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