Magda Beretta: la sindaca leghista vicina a Salvini che nomina in giunta il fratello di un condannato per ‘ndrangheta

magda beretta matteo salvini
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Magda Beretta, sindaca leghista di Senago in provincia di Milano e fedelissima di Matteo Salvini, ha nominato in giunta il fratello di un condannato per ‘ndrangheta. Lo racconta oggi Il Fatto Quotidiano in un articolo di Davide Milosa. Il nominato, con deleghe al commercio, alla sanità e ai vaccini Covid, è Gabriele Vitalone. Suo fratello Giovanni è stato condannato in via definitiva.

Magda Beretta: la sindaca leghista vicina a Salvini che nomina in giunta il fratello di un condannato per ‘ndrangheta

Un altro fratello del neo-assessore, fa sapere ancora il Fatto, ovvero Antonino, non indagato è risultato in contatto con un presunto esponente di un clan. La famiglia Vitalone, originaria di Montebello Ionico, a Senago ha gestito bar e ristoranti in società anche con parenti legati ai clan di S. Luca.

Gabriele Vitalone, a differenza dei fratelli, ha scelto la politica e Forza Italia. Poi l’inchiesta del 2017 lo ha portato fuori dalla giunta di Senago, 21mila abitanti, tra Limbiate, Solaro, Rho, roccaforti delle ’ndrine. Lui allora non fu indagato, ma quella parentela consigliò un passo indietro. Oggi Vitalone è tornato da indipendente con solo le sue garanzie politiche e grazie a Magda Beretta eletta sindaco nel 2017, leghista fin da quando da collaboratrice entrò a Radio Padania.

Uno dei suoi primi atti di Beretta da sindaco fu l’annuncio di non aderire al modello degli Sprar. Disse: “No all’accoglienza dei migranti, prima i miei cittadini”. Salvini, futuro ministro dell’Interno, la ringraziò: “Prima vengono i miei cittadini. Brava Magda Beretta, sindaca leghista di Senago, che lotta contro il governo dell’invasione! ”. Beretta ha fatto di recente anche gli auguri a Salvini per il suo compleanno.

Nella missiva inviata alla prefettura, la giovane sindaca (28 anni) spiegava di essere “tenuta” a “valutare l’accoglienza di cittadini extracomunitari come priorità inferiore alla cura dei bisogni dei residenti”, aggiungendo di essere comunque disponibile ad accogliere persone con lo status già riconosciuto di rifugiato politico.

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