Mai tanta disuguaglianza. La pandemia presenta il conto. Aumentano gli italiani ricchi e benestanti. Ma metà del Paese ha finito le risorse

Sale dal 47% del 2020 al 49% del 2021 la quota che “ha esaurito o si rende conto di essere prossima ad esaurire le risorse a propria disposizione".

Gli italiani guardano al futuro “con rinnovato entusiasmo”, con il 62% che si dice “molto o abbastanza appagato dalla situazione economica” dopo gli aiuti Ue e il successo delle vaccinazioni che “inducono a voltare pagina”. Ma il 27% non è soddisfatto delle finanze familiari e l’11% è “molto preoccupato”.

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E sale, dal 47% del 2020 al 49% del 2021, la quota che “ha esaurito o si rende conto di essere prossima ad esaurire le risorse a propria disposizione, sottolineando gravi mancanze”. A sottolineare questa distanza tra strati della popolazione nazionale è l’indagine “Gli Italiani e il Risparmio” realizzata dall’Acri con Ipsos.

“È in atto una vera e propria polarizzazione della società italiana, che ha radici antiche ma che è stata acuita dalla crisi economica e sociale innescata dalla pandemia”, ha detto il presidente dell’Acri, Francesco Profumo, presentando con il presidente di Ipsos Nando Pagnoncelli l’indagine. “Chi riusciva ad accumulare risparmi prima della crisi ha continuato a farlo in maniera crescente anche in anni di incertezza e chiusure di attività. Chi è andato in crisi non riesce a risalire”, ha detto Profumo: “uno scenario di cui dobbiamo tenere conto nel tracciare il futuro”.

Secondo il documento, il 38% delle famiglie negli ultimi 2 o 3 anni ha mantenuto facilmente il tenore di vita, e un 13% addirittura l’ha migliorato. Per contro, il 39% è finito in difficoltà e il 10% ha “dovuto prendere atto di un peggioramento”. Un quinto delle famiglie dichiara di essere stato colpito direttamente dalla crisi negli ultimi 12 mesi, ha perso il lavoro (12%) o ha peggiorato le condizioni retributive (10%).

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