Malasanità e assicurazioni. Il solito conflitto d’interessi. I medici legali stipulano polizze con la stessa compagnia che tutela gli ospedali

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Il conflitto d’interessi arriva in corsia. Le cause per episodi di malasanità, in futuro, rischiano di essere decise da perizie di medici legali che hanno stipulato polizze assicurative con la medesima compagnia che ha il dominio assoluto nel settore medico e ospedaliero. In pratica, anche grazie alla nuova legge sulla responsabilità professionale del personale sanitario, un paziente o un familiare rischiano di trovarsi di fronte un giudice che ha in mano una perizia tecnica stilata da un medico legale coperto dalla stessa assicurazione del medico chiamato in giudizio. Un incubo.

IL CONTESTO – Negli ultimi dieci anni le denunce per casi di “malpractice” sono letteralmente esplose in tutta Europa. Il nostro paese ha reso obbligatorie le polizze a carico di ospedali, cliniche e medici, e il disegno di legge approvato il 29 gennaio da Montecitorio ha completato il quadro dei nuovi obblighi. Fin qui, nessun problema. Il problema è nel mercato assicurativo italiano, che è molto molto particolare. Il settore vale circa mezzo miliardo di euro l’anno e nell’ultimo biennio, con l’aumento dei risarcimenti (buona notizia per i cittadini) ha visto crescere i suoi squilibri finanziari. Secondo dati che circolano tra le compagnie assicurative, il rapporto tra sinistri e premi è arrivato a sfondare il 150%. Significa che attualmente per 10 euro di polizza, si rimborsano 15 euro: un delirio, vista dal lato delle assicurazioni. E infatti i gruppi taliani, sottoposti ai duri requisiti di vigilanza fissati dall’Ivass, hanno sostanzialmente lasciato questo segmento di mercato ad assicurazioni straniere, più o meno solvibili.

IL COLPACCIO – La regina assoluta delle polizze per la “malpractice” è l’inglese Am Trust Europe, controllata dalla Am Trust Financial, quotata al Nasdaq: in Italia ha come cliente il 60% degli ospedali e ha in portafoglio oltre 40 mila tra medici e sanitari vari. In questo quadro, decisamente preoccupante dal punto di vista dei profili antitrust, si innesta una vicenda pericolosa per una corretta e imparziale amministrazione della giustizia. Poco prima di Natale, la Famli, la federazione dei medici legali italiani, ha firmato un accordo con Am Trust per la stipula delle polizze dei propri iscritti. Tutto perfettamente legale, per carità, ma un domani il rischio per il cittadino comune è quello di vedersi respinte le proprie richieste in tribunale sulla base di perizie scritte da un medico legale cliente di Am Trust, al pari del medico o dell’ospedale citati in giudizio. Un conflitto d’interessi potenziale, certo, ma totalmente nascosto al paziente e al suo avvocato, e per questo più pericoloso dei conflitti manifesti. I casi di malasanità, poi, sono per definizione molto tecnici e richiedono conoscenze assai lontane da quelle del giudice medio. Insomma, in queste cause il peso finale della consulenza tecnica disposta dal giudice sulla sentenza è particolarmente rilevante.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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