La Manovra parte con due schiaffi a Salvini e uno a Renzi. Un miliardo per rifinanziare il Reddito di cittadinanza e ore contate per Quota 100

Salvini Reddito di cittadinanza
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Non riesce neanche questa volta il blitz di Salvini e Renzi contro il Reddito di cittadinanza. L’occasione è il Consiglio dei ministri – preceduto da una cabina di regia – che vara dopo oltre due ore il Documento programmatico di bilancio (qui la nota), ovvero l’ossatura della manovra da inviare a Bruxelles. Il varo della manovra vera e propria da 23 miliardi slitta invece alla prossima settimana.

Con la legge di Bilancio arriverà un finanziamento aggiuntivo per il Reddito di cittadinanza da circa 1 miliardo per il 2022. In totale saranno a disposizione circa 8,8 miliardi per il prossimo anno. Al finanziamento si accompagnerà una stretta anti-furbetti rafforzando i controlli e “introducendo correttivi alle modalità di corresponsione”.

PENSIONI DELLA DISCORDIA. La discussione a Palazzo Chigi si impunta invece sulla misura bandiera della Lega. Quota 102 nel 2022 e Quota 104 nel 2023 è la proposta presentata per la fase transitoria sulle pensioni per superare Quota 100. Sul punto però i ministri della Lega esprimono una “riserva politica”. Giancarlo Giorgetti propone in cabina di regia di tenere quota 102 per entrambi gli anni per gli statali e per altri lavori più usuranti di introdurre criteri più vantaggiosi. “Nei prossimi giorni si decideranno modalità e tempi delle modifiche”, dichiara il ministro leghista in serata.

Mugugni anche perché non compare in manovra la conferma, sempre in tema di pensioni, di opzione donna. La discussione si accende anche sul Superbonus e in generale sui bonus edilizi: sembra destinato a saltare il bonus facciate, mentre il superbonus al 110% potrebbe valere solo per i condomini anche se il M5S preme per estenderlo anche a ville e villette. Rifinanziati invece i bonus Tv e decoder. Ci sarà uno stanziamento di un miliardo per il taglio delle bollette energetiche. Sul fronte del taglio delle tasse si punterà a far sì che gli 8 miliardi complessivi a disposizione vadano a una “riduzione strutturale” del prelievo fiscale.

L’obiettivo sarà comunque quello di favorire il ceto medio, soprattutto chi rientra nel terzo scaglione Irpef. Ma Forza Italia e Italia viva continuano a chiedere uno sforzo ulteriore e di stanziare almeno dieci miliardi per tagliare il cuneo fiscale dal 2022. In manovra ci sarà il rinvio al 2023 della plastic tax e della sugar tax e il taglio dal 22% al 10% dell’Iva sugli assorbenti. Diventa strutturale il congedo di paternità di dieci giorni.

IMPRESE. Vengono previsti stanziamenti aggiuntivi per le amministrazioni centrali e locali dal 2022 al 2036; viene aumentata la dotazione del fondo di Sviluppo e Coesione per il periodo 2022-2030; vengono stanziate risorse per il Giubileo di Roma e per le Olimpiadi di Milano-Cortina. Sono prorogate e rimodulate le misure di transizione 4.0 e quelle relative agli incentivi per gli investimenti immobiliari privati. Vengono rifinanziati il fondo di Garanzia Pmi, la cosiddetta ‘Nuova Sabatini’ e le misure per l’internazionalizzazione delle imprese. Il Fondo sanitario nazionale viene incrementato, rispetto al 2021, di 2 miliardi in ciascun anno fino al 2024.

Nuove risorse sono destinate al fondo per i farmaci innovativi e alla spesa per i vaccini e farmaci per arginare la pandemia. Risorse arrivano per la ricerca e la scuola. Viene incrementato il fondo per il Trasporto pubblico locale e vengono stanziate risorse aggiuntive per gli enti locali. Ancora da definire la riforma degli ammortizzatori sociali. E non solo. Mentre la tensione tra i partiti, complici le elezioni, sembra salire di ora in ora.

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