Sale il pressing sul Superbonus. Il tetto Isee nel mirino del M5S. Si allarga il fronte per tornare all’incentivo senza limiti. La Lega a favore, ma spara sul Reddito di cittadinanza

Superbonus manovra
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Domani o al più tardi giovedì o venerdì. Lo sbarco della manovra in Parlamento è atteso per questa settimana, dopo un ultimo passaggio in Consiglio dei ministri in programma forse domani. Con la scusa di denunciare la distorsione di un sistema e la conseguente necessità di avere una sola Camera anche un ultrà draghiano come Luigi Marattin di Iv denuncia il ritardo. La legge prevede che la Manovra arrivi alle Camere il 20 ottobre, “siamo all’8 novembre e non è ancora arrivata. L’anno scorso arrivò il 20 novembre. Prima sembrava che la colpa fosse di un tipo di Esecutivo, ma con questo Esecutivo sembra che il ritardo della presentazione sia una caratteristica strutturale del sistema” di fatto “non c’è tempo per arrivare a due letture del testo”.

QUESTIONI APERTE. In attesa che venga trasmessa al Senato i partiti affilano le armi per difendere le loro misure bandiera. La battaglia si annuncia particolarmente scoppiettante sul Superbonus. Sale il pressing del M5S per cancellare il tetto a 25mila euro di Isee per l’accesso allo sconto del 110% anche per i proprietari di abitazioni unifamiliari (leggi l’articolo). Al momento il limite Isee c’è ancora e la partita si riaprirà con gli emendamenti. La misura sarà invece rivista su cessione del credito e dello sconto in fattura, che sarà prorogato per tutti i bonus, e non solo per il 110 come previsto nelle bozze.

“Se di fronte alle evidenze quotidiane del grande successo del Superbonus 110% il ministro dell’Economia, Daniele Franco, preferisce limitare e circoscrivere la portata della misura, noi siamo già pronti ad andare in senso inverso, come vuole il Paese. Stiamo perfezionando emendamenti, in vista dell’iter parlamentare della legge di bilancio, per togliere riferimenti a tetti Isee come requisito per continuare a fruire del Superbonus sulle case mono e plurifamiliari”, annuncia il vicepresidente del gruppo M5S al Senato, Agostino Santillo. Ma non c’è solo il M5S a combattere per il Superbonus.

Particolarmente attivo è il partito di Matteo Salvini. “La Lega si opporrà a chiunque voglia limitare la portata espansiva degli strumenti di sostegno ricompresi nella manovra, complicandone l’applicazione o restringendo arbitrariamente la platea. Lo abbiamo detto e lo ribadiamo: i limiti legati all’Isee dei proprietari di abitazioni unifamiliari per poter usufruire dello sconto del Superbonus 110% non hanno ragione di esistere e vanno aboliti”, dichiara il senatore Alberto Bagnai, responsabile economico del partito.

Ma se Salvini è alleato dei pentastellati nella battaglia sull’incentivo green il discorso cambia sul Reddito di cittadinanza, la cui riscrittura ancora non avrebbe una stesura definitiva. Il M5S ha ottenuto, nel corso del Consiglio dei ministri che ha varato la manovra, che il decalage dell’assegno parta dalla prima offerta di lavoro rifiutata e la sospensione dopo due offerte di lavoro respinte. La bozza invece indicava un taglio del sussidio dopo il sesto mese per tutti gli occupabili. Ma l’intesa va tradotta nero su bianco.

Salvini ha già comunicato l’intenzione di voler cambiare la norma in Parlamento per dare più fondi al taglio delle bollette e al bonus per i genitori separati in difficoltà con l’assegno di mantenimento per il Covid (misura peraltro che deve ancora partire). Mentre si attende di conoscere oggi il rapporto del comitato scientifico, guidato dalla sociologa Chiara Saraceno, sulla misura bandiera dei Cinque Stelle. Opzione donna dovrebbe essere prorogata invece con gli attuali requisiti (58 anni di età nel privato, 59 per le autonome). Tutto da scrivere invece il capitolo fiscale. In ballo, per ora, ci sono 8 miliardi.