Marò prigionieri. Il Tribunale del Mare di Amburgo: “Sospendere i processi in corso: giudicherà l’Aja”. L’India non può giudicare ma si tiene Girone e rivuole Latorre

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L’Odissea continua. La parola fine sulla sorte dei due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre è ancora lontana dal poter essere scritta. Ebbene, dopo oltre due anni e mezzo di prigionia in India, è arrivata la pronuncia del Tribunale internazionale del mare di Amburgo (Iclos) che ha stabilito che a decidere dovrà essere la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja (il principale organo giudiziario delle Nazioni Unite fondata nel 1945, con la funzione  di dirimere le dispute fra Stati membri delle Nazioni Unite che hanno accettato la sua giurisdizione).  L’arbitrato internazionale dell’Aja giudicherà il caso nel merito; la decisione è arrivata con 15 voti a favore e 6 contro. L’Iclos ha stabilito che Italia e India devono sospendere ogni procedura sul caso e astenersi dal presentarne altre. Le due parti devono ora presentare un rapporto sulla vicenda. Ed avranno tempo fino al 24 settembre.

CONTENZIOSO INFINITO
Girone nel frattempo non potrà muoversi dall’India dove è detenuto: l’Iclos ha escluso misure temporanee in proposito. Il Tribunale del Mare “non considera appropriato prescrivere misure provvisorie riguardo la situazione dei due marine italiani poiché questo toccherebbe questioni legate appunto al merito del caso”, si legge nel verdetto di ieri, “entro il 24 settembre l’Italia e l’India dovranno presentare “un rapporto di ottemperanza con le misure previste dal verdetto del Tribunale di Amburgo”. Se Girone resta in India, Latorre non può dirsi certo di restare in Italia (dove si trova grazie ad un permesso legato alle sue condizioni di salute). Quando scadrà il periodo concessogli  potrebbe essere costretto a tornare dalle parti di New Delhi. “Siamo comunque delusi che il Tribunale non abbia adottato nessuna misura sulla situazione di Latorre e Girone, ritenendo che della questione debba occuparsi la costituenda Corte arbitrale”, ha sottolineato l’Agente del Governo italiano, Francesco Azzarello, pur riconoscendo che in parte le richieste italiane siano state parzialmente tenute in considerazione, visto che per la prima volta una corte di giustizia si è espressa sulla vicenda. “L’Italia sta comunque valutando di rinnovare le richieste relative alla condizione dei Fucilieri davanti alla Corte arbitrale, non appena essa sarà costituita”, ha sottolineato il rappresentante del nostro Governo, “Siamo certi che l’India attuerà senza ritardo le misure oggi (ieri, ndr)”.

C’È ANCORA POCO DA ESULTARE
Nel frattempo l’incertezza continua a regnare sovrano visto che non vi sono indicazioni dettagliate circa i tempi che serviranno per arrivare alla sentenza del Tribunale dell’Aja. Anche se per il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, si tratta di una vittoria, seppure a metà: “Così è stato sancito in forma definitiva il principio molto importante che non sarà la giustizia indiana a gestire la vicenda dei marò”. Insoddisfazione da parte indiana. Comunque vada a finire, però, si tratta di una decisione importante per provare a fare chiarezza su quanto accaduto il 19 febbraio 2012 quando Girone e Latorre vennero consegnati alla giustizia indiana con l’accusa di aver ucciso due pescatori indiani su un peschereccio, scambiati per due pirati nel sud dell’India. Una vicenda che ha fatto venire a galla tutta la debolezza italiaca a livello internazionale.