Marsilio disbosca l’Abruzzo. L’Esecutivo lo porta alla Consulta. Il governatore riduce di 6mila ettari il Parco del Velino. Protestano i 5S, e Draghi impugna la legge regionale

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È l’ennesima legge della Regione Abruzzo messa in discussione dal Governo del premier Mario Draghi. Su proposta del ministro per gli affari regionali e le autonomie, Mariastella Gelmini (FI), il Consiglio dei ministri ha impugnato la legge 14 dell’8 giugno 2021 che riduce i confini del Parco regionale Sirente Velino, tagliandone oltre 6 mila ettari.

Le critiche del mondo ambientalista e l’opposizione non sono bastate ad evitare che passasse in consiglio regionale questa “Nuova disciplina del Parco naturale regionale Sirente Velino e revisione dei confini. Modifiche alla legge regionale 42/2011”. Riduzione di circa 6.500 ettari di parco a cui ieri si è messo di traverso proprio l’esecutivo nazionale così come aveva fatto con le leggi regionali su Covid, rifiuti, case popolari e urbanistica. Ora tocca alla riperimetrazione del parco regionale voluta dalla maggioranza di centrodestra della Regione Abruzzo.

MALCONTENTO DIFFUSO. “I partiti della maggioranza regionale che sono anche al governo nazionale debbono rispondere delle loro contraddizioni” è il commento di Michele Fina, segretario del Partito democratico d’Abruzzo secondo cui “non c’interessa cantare vittoria, era evidente che la scelta fosse sbagliata e avevamo previsto incontrasse questo stop”. Il Pd Abruzzo ha chiesto al ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, d’impugnare la legge regionale e di rendere l’area protetta un Parco nazionale.

Dal canto suo il Wwf Abruzzo ha fatto di più impugnando la legge e sollevando, tra l’altro, la questione della riperimetrazione che per l’associazione ambientalista va a compromettere “il nucleo minimo di salvaguardia del patrimonio naturale” chiesto dalla normativa nazionale. “Abbiamo cercato il dialogo con la Regione in tutti i modi” ha dichiarato Filomena Ricci, delegata Wwf Abruzzo, secondo cui “una petizione con 125 mila firme e un appello sottoscritto da 50 personalità del mondo dei parchi, della ricerca e della cultura abruzzese non sono bastati a fermare le decisioni della Giunta Marsilio”.

DIFESA SURREALE. Oltre al presidente della Regione, Marco Marsilio, un altro sovranista che difende, a spada tratta, il taglio è l’assessore con delega ai parchi, Emanuele Imprudente, primo firmatario della proposta di riduzione dei confini del parco. “Al taglio degli ettari di parco si aggiunge anche quello dei costi per i revisori dei conti, con soli 7 componenti nel consiglio di amministrazione dell’ente” ha dichiarato Imprudente sottolineando che gli ettari tagliati non avrebbero elementi di pregio particolari.

“L’assessore Imprudente, a cui fa capo la scelta del taglio del Parco Sirente Velino, è un componente di spicco della Lega abruzzese, quella Lega che è nel Consiglio dei ministri e che sceglie d’impugnare il provvedimento di riperimetrazione. Lo stesso vale per Forza Italia che in Abruzzo approva la legge e a livello nazionale, attraverso la ministra Gelmini, ne promuove l’impugnazione” ha fatto notare Fina sottolineando che “le contraddizioni interessano fino a un certo punto e sono il frutto dell’inconsistenza dei partiti del centrodestra abruzzese, del livello dei rapporti con i loro referenti nazionali. è la triste conferma dell’approccio di questa destra di governo”.

Un altro sonoro stop ai sovranisti abruzzesi e in attesa del pronunciamento della Consulta, l’invito del Wwf Abruzzo al Consiglio regionale è di riformulare una legge, nata sbagliata, che non porterà alcun beneficio”.