Maxi utile, Popolare di Milano torna al dividendo. La fusione tra banche popolari apre nuovi scenari per il settore Castagna: possibili molte sinergie

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Dopo tre anni a bocca asciutta, la Banca Popolare di Milano torna a remunerare gli azionisti. Ieri il consiglio di gestione dell’istituto ha proposto la distribuzione di una cedola da 2,2 centesimi per azione, pari a un rendimento del 2,9% sugli attuali corsi di Borsa. L’ultimo dividendo Bpm era stato pagato nel 2011 sull’esercizio 2010.

TARGET OK
Ma a far piacere ai soci dell’istituto sarà anche il risultato dell’utile netto 2014, balzato a 232 milioni (erano 29,6 nel 2013), sopra il target del piano industriale. E non è finita qui, perché il meglio potrebbe ancora venire grazie alla legge di riforma delle banche popolari. “Ritengo si possano trovare molte sinergie”, ha detto il consigliere delegato di Bpm, Giuseppe Castagna.

MENO INCAGLI
Per quanto riguarda i risultati del 2014, i proventi operativi sono scesi del 3,6% a 1,6 miliardi. Nel solo quarto trimestre, l’utile è stato di 13 milioni, contro la perdita di 105 milioni nel quarto trimestre 2013 e a fronte della perdita da 18 milioni prevista dal consensus degli analisti. Superiori alle attese anche proventi operativi (411 milioni contro i 386 del consensus) e risultato della gestione operativa (156,3 milioni contro 135). Migliori delle previsioni anche le rettifiche per il deterioramento dei crediti (tallone di Achille della banca), pari a 136,6 milioni nel quarto trimestre contro attese per 153 milioni.

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