Mazzette e gare pilotate in Calabria. Si alza il tiro sui colletti bianchi. Disposto il divieto di dimora per il sindaco di Olivadi. E’ accusato di turbata libertà nella scelta del contraente

di Nicola Scuderi
Cronaca

Vincere una gara pubblica nei comuni di Palermiti e Olivadi, in Calabria, era davvero un gioco da ragazzi. Bastava sapere a chi rivolgersi, sganciare una mazzetta e la desiderata aggiudicazione avveniva senza ritardi o intoppi. Un sistema collusivo ben rodato che il responsabile dell’ufficio tecnico dei due comuni, Valentino Ubaldo, ha creato per favorire una lunga sfilza di professionisti e imprenditori amici a cui far vincere remunerativi appalti.

Un’inchiesta condotta dalla Procura di Catanzaro, diretta dal procuratore Nicola Gratteri (nella foto), in cui sono indagate 13 persone e che per quattro di loro sono state disposte misure cautelari. Tra questi c’è il dirigente pubblico Ubaldo, finito ai domiciliari, e sindaco di Olivadi, Nicola Malta, a cui è stato inflitto il divieto di dimora nel comune da lui stesso amministrato. Stando a quanto trapela alle altre persone coinvolte nell’inchiesta, a seconda delle posizioni, il procuratore aggiunto Giancarlo Novelli e il pubblico ministero Veronica Calcagno contestano i reati di falso, turbativa d’asta, abuso d’ufficio, corruzione e peculato.

AFFARI SPORCHI. Come spesso accade in vicende simili, l’accusa nei confronti del presunto vertice di questo sistema collusivo, ossia il dirigente Ubaldo, ha “totalmente piegato la funzione pubblica attribuitagli a finalità private”. In altre parole, dietro pagamento di denaro o regalie, il funzionario infedele aveva trasformato le proprie prerogative in “uno strumento per conseguire vantaggi personali, come l’intervento e la visita oculistica gratuita per la moglie”. Così, deciso ad avere una vita decisamente più agevole e disposto a tutto pur di ottenerla, nel tempo l’uomo si sarebbe macchiato di diverse condotte illecite.

Tra le tante, come si legge nel carteggio allegato al fascicolo d’indagine, si scopre che è stato falsificato il registro dei permessi a costruire ma anche diverse turbative d’asta in particolare quelle relative ai procedimenti per l’incarico professionale che l’ufficio tecnico ha dato a un architetto, rigorosamente gradito dal dirigente, per la progettazione dei lavori di adeguamento sismico di una scuola elementare di Palermiti e per l’ampliamento del cimitero comunale nel comune di Olivadi. Quel che è certo è che sebbene l’inchiesta abbia riguardato “un periodo di tempo limitato”, gli affari gestiti da Ubaldo andavano avanti senza sosta da moltissimo tempo.

Una convinzione, questa, che per i pubblici ministeri trova conferma in numerose intercettazioni telefoniche e ambientali nelle quali gli indagati parlavano, letteralmente senza peli sulla lingua, del modus operandi usato negli uffici pubblici dei due comuni. Come si legge nelle carte infatti, “sono gli stessi interlocutori dell’indagato”, ossia imprenditori e liberi professionisti, “a proporre sin dall’esordio accordi illeciti” sintomo questo che denoterebbe come il sistema fosse noto a tutti. Ma c’è di più. Come messo nero su bianco dai magistrati, Ubaldo è mosso da “avidità” che lo porta a credere che “come accade per gli altri indagati, l’illiceità è la normalità”.

Non meno lusinghiero l’identikit dei pm nei confronti del sindaco Malta secondo cui la “propensione a delinquere” riguarda anche lui “che utilizza la sua carica pubblica elettiva per ingerirsi nell’attività degli uffici tecnici e procurare vantaggi economici ai suoi amici”. Tra questi c’è l’imprenditore Fabrizio Paparazzo, titolare di una ditta di costruzioni al quale il Comune affidava “in regime di somma urgenza” i lavori di manutenzione straordinaria degli immobili e delle strutture di proprietà comunale.