Media ossessionati dal Movimento. Su ogni cosa si monta un caso. Parla Cioffi (M5S): “Guardiamo oltre e andiamo avanti. A dicembre i primi frutti della riorganizzazione”

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Altro che divisioni interne. “L’andazzo è sempre quello di cercare lo scontro, il duello, per alimentare la polemica”. Risultato, delle attenzioni particolari riservate dalla stampa ai 5S. Non ha dubbi il senatore M5S, Andrea Cioffi.

Parlamentari pugliesi sul piede di guerra contro lo scudo penale all’Ilva, senatori che danno mandato di portare in Consiglio dei ministri la posizione del Gruppo su Mittal al ministro Patuanelli anziché al capo politico Di Maio. Che sta succedendo tra i 5 Stelle?
“Io credo piuttosto che il Movimento sia sempre stato più di altri sotto la lente. Nei partiti non mancano di sicuro dibattiti o divergenze ma saranno più bravi a non farli emergere. Patuanelli è il ministro dello Sviluppo economico e sta seguendo lui il caso Arcelor Mittal, non vedo il problema. Certamente quello dell’ex Ilva è un caso di grande rilevanza e delicatezza e il Movimento ha molto a cuore il destino dei tarantini”.

Intanto, da due mesi, alla Camera non si riesce ad eleggere il nuovo capogruppo. La definirebbe la fotografia di un Movimento coeso?
“Sono al Senato non voglio entrare in una dinamica che riguarda i miei colleghi deputati. Spero certamente che la situazione trovi una soluzione positiva quanto prima”.

I retroscena raccontano di nuovi malumori non solo per il doppio ruolo di ministro e capo politico di Di Maio ma anche per la riorganizzazione del Movimento, annunciata dopo le Europee ma ancora inattuata. Liquida tutto anche lei come Fake News?
“Io ribadisco che altri sono più bravi ad agire in segreto, lontani dai media che su di noi hanno sempre concentrato particolarmente le attenzioni. Attenzioni che spesso non sono amichevoli, ma sappiamo quali sono le regole del gioco e guardiamo avanti. Luigi la riorganizzazione la sta realizzando e a dicembre vedremo i primi frutti. C’è voluto più tempo del previsto ma l’importante è partire e lo stiamo facendo. è un work in progress, certamente si potranno realizzare dei miglioramenti ma l’importante è tracciare il solco”.

Tornando ad ArcelorMittal, sulla questione dello scudo sembra essersi incrinato anche il rapporto tra Conte, favorevole a reintrodurlo per togliere alibi all’azienda, e Di Maio, assolutamente contrario. Qualcosa si è rotto nel rapporto con il premier?
“Il Movimento 5 Stelle si è battuto per il Conte bis, questo dovrebbe bastare come risposta. Aggiungo che Di Maio più volte, anche recentemente, ha espresso parole di apprezzamento per il presidente del Consiglio. L’andazzo è sempre quello di cercare lo scontro, il duello, per alimentare la polemica. Andiamo avanti e pensiamo a lavorare. Che poi Conte voglia reintrodurre lo scudo non l’ho mai sentito pronunciare dalle sue labbra”.

Come se non bastasse, Italia Viva presenta emendamenti alla Manovra per ripristinare lo scudo a Mittal (inammissibili) e per cancellare le norme sul carcere agli evasori. Parlare di maggioranza coesa sembra una contraddizione in termini, non crede?
“Ho fiducia che il presidente Conte insieme alle forze politiche che compongono questo governo riusciranno a marciare più coese mano a mano che crescerà la conoscenza e la fiducia reciproca. Il mio auspicio è che anche Italia Viva capisca che la misura del carcere per i grandi evasori fa parte di un percorso di ritorno alla legalità. Sull’emendamento ne abbiamo già parlato: è inammissibile e tanto basta”.