Giorgia Meloni va allo scontro frontale con il presidente della Repubblica. Per la presidente del Consiglio, evidentemente, è più importante inseguire la propaganda di Roberto Vannacci dei rapporti con il capo dello Stato, Sergio Mattarella. E così Meloni replica alle parole pronunciate il giorno prima da Mattarella sul tema della scuola e del limite degli stranieri in classe.
Secondo Meloni, le parole del Quirinale non avevano l’obiettivo di contestare la norma annunciata dalla stessa presidente del Consiglio sugli stranieri in classe, che dovrebbe approdare nel prossimo Consiglio dei ministri. Meloni precisa che il tetto del 30% da lei pensato riguarda i ragazzi stranieri “che non parlano la nostra lingua”. E già questa sembra una retromarcia dettata dall’impossibilità di applicare un tetto per tutti.
Tetto agli stranieri in classe, Meloni va allo scontro con Mattarella
Ma, come detto, il punto cruciale di ciò che sostiene Meloni durante la registrazione di Cinque minuti, in onda questa sera su Rai 1, è l’affondo nei confronti del Colle: “Non credo che il presidente della Repubblica abbia paura delle classi ghetto: ho letto questa interpretazione prevalente”, secondo la quale Mattarella voleva “contestare l’iniziativa del governo ma personalmente non la leggo così, perché il presidente della Repubblica dice che la scuola deve superare i ghetti, non creare ghetti”.
Secondo la presidente del Consiglio, proprio in questa direzione andrebbe la volontà di creare “classi più equilibrate”. Secondo Meloni, infatti, il ghetto si crea in maniera “molto più semplice se tu prendi un bambino straniero che non parla la nostra lingua e lo metti in una classe dove la prevalenza degli studenti non parla la nostra lingua”.
Dopo questa premessa, arriva la stoccata nei confronti di Mattarella: “Quando il presidente della Repubblica era ministro dell’Istruzione redigeva circolari che invitavano a non concentrare ragazzi stranieri nella stessa classe, è una misura di buonsenso. Mi pare sia giusto portarla avanti”.
Meloni continua, dopo l’attacco al Colle, spiegando che “creare una distribuzione più equa delle classi, delle classi più equilibrate, serve proprio a impedire che un ragazzo straniero, quanto anche i ragazzi italiani, possano sentirsi dentro un ghetto. Il presidente della Repubblica parla di superare l’incomunicabilità e qual è la base per superare l’incomunicabilità? È la lingua. Tant’è che noi parliamo appunto di una migliore distribuzione dei ragazzi stranieri che non parlano la nostra lingua”.