Meno tasse sui giovani per far ripartire le aziende agricole

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di Monica Setta

“La sospensione di 3 mesi dell’Iva, così come l’Imu per i fabbricati, è una boccata d’ossigeno. Ma quanto ha fatto finora il governo non basta, ė necessario procedere a riforme strutturali e a quella famosa “staffetta generazionale” che consenta ai giovani imprenditori agricoli di succedere agli agricoltori over 65 che hanno vasti terreni, ma non eredi”. Raffaele Maria Maiorano ė il nuovo presidente dei giovani di Confagricoltura, ė grintoso e determinato: sul “podio” da poco più di un mese, ė già in pista come “coscienza critica” sui temi dell’agricoltura per il governo di Enrico Letta.

Al netto dei primi provvedimenti per l’economia, questo esecutivo di “larghe intese” strappa o no la sufficienza?
“Diciamo che finora molte delle nostre proposte sono state recepite e con la sospensione dell’Imu sui fabbricati e i terreni, oltre al “congelamento” dell’aumento dell’Iva, il governo porta a casa per quanto riguarda i giovani agricoltori una sufficienza. Ma i problemi restano e i principali sono legati proprio alle tasse. Conosco agricoltori che hanno dovuto alienare beni o terreni di famiglia per pagarle. Ė come se da domani, lei che fa la giornalista, dovesse pagare una tassa sull’uso del pc! Ė necessario procedere alla defiscalizzazione per le start up, le aziende nuove che partono adesso e sono gestite soprattutto dai giovani. Nel nostro settore, si registra fortunatamente una forte domanda di impresa da parte di giovani e donne; c’è un ritorno all’investimento nella concretezza della terra, dopo gli anni della finanza e della new economy, ed è giusto che il governo aiuti queste aziende a decollare con un accesso agevolato al credito e con una tassazione agevolata”.
Lei ha proposto una “staffetta generazionale….”
“Si, confermo: ci sono molti agricoltori over 65 che non hanno eredi e che potrebbero passare il “testimone” ai giovani. Noi come Confagricoltura juniores stiamo lavorando a una proposta con il nostro sindacato pensionati di categoria. Ovviamente il nostro impegno da solo non basta. Ė la politica che deve darsi una “scossa” e tagliare ancora di più i costi e i privilegi. Fino adesso i politici si sono tagliati soltanto il doppio stipendio; troppo poco. Inoltre, ė essenziale procedere ad una grande operazione di sburocratizzazione del sistema paese, ad una semplificazione di norme e procedure che renderà più facile l’investimento delle aziende”.
Nel 2013 l’agricoltura ripartirà?
”Sono ottimista, ma per vedere qualche segno di ripresa sarà necessario aspettare almeno i primi mesi del 2014. Sperando ovviamente che la nostra politica non torni nel caos”.