Milano dà l’ultimo saluto a Dario Fo. Migliaia sotto la pioggia per l’addio al premio Nobel

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L’ultimo saluto a Dario Fo è arrivato accompagnato dalle note degli Ottoni a scoppio, banda di strada che amava. Un lungo applauso ha accompagnato l’uscita della bara dalla camera ardente. E le note di “Bella Ciao” hanno risuonato. Una folla di migliaia di persone ha atteso sotto la pioggia di Milano per dare l’ultimo saluto in una Milano a lutto. Sono stati funerali laici quelli per il premio Nobel. Presenti anche Beppe Grillo, Luigi Di Maio e Davide Casaleggio che però hanno preferito non parlare in segno di rispetto per Fo.  Ha risuonato anche una canzone tra le preferite di Fo: “Stringimi forte i polsi’, “scritta da Fo per la moglie  come ha raccontato il figlio di Fo.

Il fondatore di Slowfood Carlin Petrini nell’orazione funebre in ricordo dell’amico fraterno Fo”: Oggi celebriamo il più grande tra di noi, che aveva la capacità di dileggiare i potenti con uno sberleffo. Allegri bisogna stare perché troppo piangere non rende onore ai nostri amici e perché celebriamo la vita. Molte persone oneste e sincere hanno tenuto a sottolineare la differenza tra artista, genio straordinario e la politica come se le due cose fossero inscindibili – ha detto – credo che sia impossibile e non sia giusto: e ben lo sapevano quei sovversivi dell’accademia svedese che gli assegnarono il Nobel con una sintesi perfetta ‘dileggia il potere e restituisce dignità agli oppressi’. Dobbiamo riaffermare con forza – ha proseguito – questa simbiosi stretta tra l’arte di Dario Fo e il suo impegno politico guidato da suo senso civico. Pensare a Dario senza la politica corrisponde dalle mie parti a pensare ad un buon vino fatto senza uva”.

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