Milano maglia nera, colpa di Marchionne

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Milano realizza la peggior performance in Europa, nel giorno del crollo di Fiat, all’indomani della presentazione del piano industriale a Detroit.

Il titolo del Lingotto ha perso il 12% circa, bruciando i guadagni realizzati negli ultimi due mesi. Il Ftse Mib ha così segnato -1,31%, seguito da Madrid (-0,7%), mentre le altre borse hanno chiuso intorno alla parità.

Oltre ai timori sulla crisi ucraina, i listini sul fronte macro sono stati frenati, da una parte, dalla battuta d’arresto a marzo degli ordinativi delle fabbriche tedesche e dall’altra dalle parole del presidente della Fed, Janet Yellen, la quale, pur esprimendo dichiarazioni ottimistiche sulle prospettive dell’economia Usa, ha giudicato “tutt’altro che soddisfacenti” le condizioni del mercato del lavoro, puntando il dito sulla debolezza del mercato immobiliare e sulle tensioni geopolitiche.

Sul fronte della politica monetaria, i tassi americani resteranno bassi per un periodo considerevole anche dopo la fine del programma di acquisto di asset da parte della Fed.

A Piazza Affari, oltre a Fiat, sono scivolate Finmeccanica (-7,5%), all’indomani dei conti e Yoox (-6%), in attesa della trimestrale. Pesante anche il comparto bancario, con Bper arretrata del 4% circa dopo l’ok all’aumento di capitale da 750 milioni. Giù del 6% circa Mps, Banco Popolare e Bpm, che lunedì ha avviato la ricapitalizzazione.

Per contro, hanno chiuso in positivo Tenaris (+1,5%), premiata da Ubs, Telecom Italia (+1,2%), che ha segnato un rialzo dell’8% in sette sedute ed Enel Green Power (+0,9%) nel giorno dei conti.