Milano saluta il suo cantautore

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

“Si potrebbe andare tutti quanti al tuo funerale”… cantava Enzo Jannacci in uno dei suoi brani più celebri (“Vengo anch’io. No, tu no!” del 1968), e c’erano proprio tutti, questo pomeriggio alla basilica di Sant’Ambrogio, per dare l’ultimo saluto al “dottore della musica italiana”. Vecchi amici come Adriano Celentano, Renzo Arbore, Cochi e Renato, Teo Teocoli, Massimo Boldi, Eugenio Finardi e Roberto Vecchioni, e giovani che da lui hanno imparato tanto come Morgan, Fabio Fazio, Luca e Paolo; rappresentanti delle istituzioni come il presidente della Regione Roberto Maroni e il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e tanta gente comune, tra i quali anche diversi senzatetto ai quali aveva dedicato una delle sue piu’ belle canzoni (“El purtava i scarp del tennis”), hanno voluto essere presenti al funerale di Enzo Jannacci. Presenti i gonfaloni di Regione, Provincia e Comune, oltre a quello del Milan, squadra di cui Jannacci era tifoso.
“Un cantante che passerà alla storia e che è stato capace di far emergere la tenerezza di una Milano che forse non c’è piu'”, ha ricordato Eugenio Finardi prima della cerimonia, mentre secondo Roberto Vecchioni, “Jannacci è stato probabilmente il cantante che ha saputo interpretare meglio di qualsiasi altro una città come Milano, come lui ce ne sono stati solo due o tre nella canzone italiana”.
Il suono degli strumenti di una banda ha accompagnato l’uscita della bara di Enzo Jannacci dalla basilica di Sant’Ambrogio dove si sono conclusi i funerali.
L’uscita del feretro, come l’ingresso, è stata accompagnata anche da un lungo applauso e da momenti di commozione. La salma del cantautore sarà sepolta al Famedio al cimitero monumentale di Milano.