Mille euro subito con un clic, ma in Abruzzo non s’è visto nulla. Dopo oltre un mese dalla legge voluta dal governatore Marsilio degli aiuti promessi non c’è traccia

di Maria Trozzi
Politica

Promesse da marinaio in Regione Abruzzo e non basta la stiva di un bastimento a contenere il carico di quelle non ancora mantenute, in queste emergenza sanitaria, dal presidente sovranista Marco Marsilio. I “mille euro subito” promessi con “un click” per molte famiglie abruzzesi in difficoltà restano ancora un miraggio, come conferma anche la pagina, non più disponibile, del sito ufficiale della Regione che sul motore di ricerca Google annunciava i primi bonifici. E nei meandri del web sembrano smarriti anche i milioni di euro di aiuti annunciati per le aziende. “Enorme ritardo sull’erogazione dei mille euro a famiglia che tutto il Centrodestra ha annunciato in pompa magna – sottolinea il vice presidente del consiglio regionale Domenico Pettinari (M5S) – La richiesta per ottenere i fondi era aperta alle famiglie con figli a carico o con la presenza di un disabile. Ad oggi la lavorazione di queste domande è molto indietro e per ora dalla valutazione sono lasciate fuori le domande delle famiglie con a carico 1 o 2 figli”.

LE ACCUSE. Ritardi su cui era intervenuta anche la capogruppo in consiglio regionale, del Movimento 5 stelle, Sara Marcozzi. Approvata in tutta fretta dalla maggioranza a trazione sovranista, la legge regionale numero 9 del 6 aprile 2020 prevede degli aiuti alle imprese abruzzesi, ma senza solide basi a quanto pare. “Più di un mese e la legge ancora non ha preso il via, per l’inspiegabile ritardo della Regione. Trentadue giorni non sono bastati alla giunta di centrodestra per emanare i decreti attuativi per le modalità di richiesta, assegnazione ed erogazione dei fondi Delibere che sarebbero dovute arrivare 15 giorni dopo la pubblicazione”, spiega Pettinari.

IL PUNTO. L’articolo 4 di questa legge regionale stanzia 6 milioni di euro per le micro imprese e i lavoratori autonomi che la Regione avrebbe dovuto erogare, a titolo di rimborso, fino al 40% per investimenti e sino a 5 mila euro. Per le piccole e medie imprese (Pmi) gli aiuti sarebbero stati garantiti attraverso il rifinanziamento del fondo per il microcredito, una riprogrammazione di fondi europei e 2 fondi, uno da 10 milioni di euro per il prestito alle Pmi e l’altro da 2 milioni di euro per assicurazione e garanzia. “Gli annunci entusiastici fatti dal presidente e dalla sua squadra si stanno rivelando mera propaganda – aggiunge il vice presidente del consiglio – I fondi sono rimasti solo promesse su un foglio di carta.

Non possiamo permettere strumentalizzazione politica sulla vita delle persone. Tanti cittadini sono stremati da questa emergenza che si traduce sempre più in una crisi economica senza precedenti. L’Abruzzo non può aspettare, la giunta si adoperi immediatamente per le delibere per l’applicazione della legge a sostegno dell’economia prima di proporre altre leggi che probabilmente non vedranno mai la luce”. Nessuno promette tanto come chi non mantiene, ma in tempi duri come questi le false aspettative mettono di pessimo umore anche il più mite degli abruzzesi già confusi dalla pioggia di ordinanze generata dall’ansia da prestazione del governatore d’Abruzzo.