Moderati delusi, pronto un neo-gruppo in Senato

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di Angelo Perfetti

Chi di diaspora ferisce di diaspora perisce. L’Ncd di Angelino Alfano – nato da una costola di Forza Italia – rischia ora di perdere una quindicina di senatori. Il teatrino della lettera sì-lettera no dei dissidenti, terminato con la pubblicazione di Dagospia della missiva dopo l’inopinata smentita di Lupi, non fa che gettare un velo di ridicolo su un tema politico che, al contrario, è piuttosto serio. Almeno per il Nuovo Centrodestra, che tanta campagna acquisti ha cercato di fare negli ultimi mesi nei consigli comunali sparsi un po’ in tutta Italia alla ricerca di una base elettorale che il gruppo dirigente sa di non poter offrire come pacchetto di voti personali. Il punto messo in evidenza dai dissidenti infatti, va al di là del mancato coinvolgimento rispetto alle decisioni strategiche del gruppo dirigente. Ciò che preoccupa è la difficoltà di intercettare gli azzurri che, visto Berlusconi in difficoltà, stanno via via scegliendo altre strade, sfilandosi dall’abbraccio di Forza Italia. Una ricerca di posizionamento che non vede – secondo i senatori dissidenti – il nuovo Centrodestra come alveo privilegiato per un ricollocamento politico. Il che avrebbe significato dare un segnale politico forte agli alleati di governo e la possibilità di costruire una base più ampia per il futuro. E invece no, i dissidenti nicchiano, aspettano, qualcuno va verso la proposta della Meloni. Ma non corrono tra le braccia di Alfano, ed è questo il punto dolens da affrontare con urgenza.

Un nuovo gruppo
Anzi. I quindici senatori, la metà del gruppo, potrebbero unirsi a un omologo gruppo di delusi da Forza Italia, che vedrebbe il suo attuale gruppo ridotto da 61 a circa 46 membri. Sempre per Dago, ci sarebbe già il nome: Unione dei moderati. Che tanto moderati però non sarebbero in caso di crisi politica, tanto da imporre la propria acquisita forza dei numeri e costringere il buon Renzi a un primo rimpasto.

Il caso-candidature
La goccia che ha fatto traboccare il vaso, diciamo pure il pretesto per mettere sul tavolo il problema serio del futuro, è stata quella di alcuni nomi in lista per le Europee. Candidature che non hanno ricevuto il placet del coordinatore, Gaetano Quagliariello. Due su tutti i nomi contestati: il governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti, appena condannato in primo grado con l’accusa di aver falsificato i bilanci del capoluogo reggino; e il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, indagato nelle scorse settimane per finanziamento illecito nell’ambito dell’inchiesta sui fondi neri di Finmeccanica. Lupi getta acqua sul fuoco: Lupi. ‘’Cesa rappresenta l’Udc con cui abbiamo fatto un accordo. Scopelliti è stato condannato ma in primo grado, per falsi bilanci. Se la sentenza dovesse diventare definitiva, se ne assumerà la responsabilità. Siamo per legalità, ma anche per il garantismo’’. Problemi ha creato anche lo squilibrio di siciliani fedeli al Segretario. E sul caso-liste interviene anche Quagliariello: “In merito alle liste, ‘’abbiamo dovuto fare delle scelte difficili perché le liste nascono da una alleanza e sarebbe stato necessario più tempo per metabolizzare il tutto”.

Il contro-documento
E visto che ormai sulla lettera di contestazione la frittata era fatta, Ncd ha praparato un controdocumento firmato da tutti i presunti dissidenti. “Noi, senatrici e senatori del NuovoCentrodestra, ribadiamo la nostra unità contro le faziose – e talora calunniose – campagne degli ambienti politico editoriali che ci vogliono fermare. Essi resteranno presto delusi perché siamo tutti determinati a produrre un risultato elettorale di tale evidenza da indicarci quale l’unico futuro possibile per una rappresentanza politica maggioritaria dei moderati italiani. Poi le firme scaccia-pensieri sul documento: Aiello Piero, Albertini Gabriele, Augello Andrea, Azzollini Antonio, Bianconi Laura, Bilardi Giovanni, Caridi Antonio Stefano, Cassano Massimo, Chiavaroli Federica, Colucci Francesco, Compagna Luigi, Conte Franco, D’Ali’ Antonio, Dalla Tor Mario, D’Ascola Nico, Di Giacomo Ulisse, Esposito Giuseppe, Formigoni Roberto, Gentile Antonio, Giovanardi Carlo, Gualdani Marcello, Mancuso Bruno, Marinello Giuseppe Francesco Maria, Naccarato Paolo, Pagano Giuseppe, Quagliariello Gaetano, Rossi Luciano, Sacconi Maurizio, Schifani Renato, Torrisi Salvatore, Vicari Simona, Viceconte Guido.
Ma se sono tutti allineati e coperti – viene da chiedersi – perché solo due giorni fa hanno messo nero su bianco l’altro documento?!