Modifiche all’Italicum soltanto dopo il voto. Il deputato di Forza Italia Francesco Paolo Sisto apre al dialogo: “Senza escludere nessuno”. Compreso il M5S

di Giorgio Velardi
L'intervista

Di modificare l’Italicum se ne riparlerà dopo il referendum, assicura l’ex presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Francesco Paolo Sisto (Forza Italia). A quel punto “terremo le mani libere, senza escludere nessuna ipotesi”.

Siete pronti a scrivere la nuova legge con il M5S?

Forza Italia ha rimandato qualsiasi ipotesi di dibattito sulla modifica o la cancellazione dell’Italicum al giorno dopo il referendum. Proprio su questo punto, nei giorni scorsi, abbiamo presentato un’apposita mozione alla Camera, insieme a Fratelli d’Italia e Lega Nord, in linea con la decisione della Corte Costituzionale di rimandare il pronunciamento sulla legge elettorale, inizialmente previsto per il 4 ottobre. Poi è chiaro: una volta che i cittadini si saranno espressi decretando la vittoria  del No – come avverrà – alla riforma Boschi, agiremo di conseguenza prendendo in considerazione tutte le ipotesi. Adesso è presto.

Non ci sono stati contatti con i 5 Stelle?

No, nel modo più assoluto.

Un asse tra voi e loro non è comunque da escludere.
L’eventuale bocciatura della riforma costituzionale comporterà inevitabilmente una totale rilettura della legge elettorale. L’Italicum è stato studiato per un sistema monocamerale, visto che il ddl Boschi prevede una diversa composizione del Senato. Se si dovesse ritornare ai blocchi di partenza terremo le mani libere, senza escludere nessuna eventualità.

Ma il sistema proposto dai grillini vi piace?
Di sistemi ce ne sono tanti, quello proposto dal M5S non è certo l’unico. Ma bisogna partire da un presupposto: la legge elettorale non è un abito su misura che si può indossare e poi togliere a proprio piacimento. Cosa che invece è successa con l’Italicum. La prima versione di quella legge era più condivisibile, poi però è stata profondamente modificata nel passaggio da un ramo all’altro del Parlamento.

Da dove bisogna ripartire?
Dalle linee guida della sentenza con cui, a gennaio 2014, la Corte Costituzionale ha bocciato il Porcellum.

Brunetta ha detto: “Non bisogna avere paura di stare con Grillo e Zagrebelsky”. 
Concordo. Però il senso è: il No a una riforma illiberale, confusa e pasticciata non può e non deve essere prerogativa di qualcuno. Difendere la Costituzione è un diritto di tutti. Più siamo e meglio è.