Molise, a fuoco un edificio che avrebbe dovuto ospitare richiedenti asilo. Il sindaco non esclude la pista xenofoba

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A fuoco uno stabile in Molise che avrebbe dovuto ospitare 15 richiedenti asilo del Bangladesh. L’edificio avrebbe dovuto ospitare un Cat, centro di accoglienza temporanea, ed è gestito da una cooperativa privata. L’aria tesa che si respira, ormai da qualche giorno, nel comune di Pescolanciano, in provincia di Isernia, non fa escludere la pista dolosa.

Gli abitanti del paesino, nel corso di un’assemblea, aveva ufficializzato la loro posizione contraria rispetto all’arrivo dei migranti in paese. Già c’erano stati atti vandalici alla cappella gentilizia della famiglia che si trova sulla strada provinciale ed è della famiglia proprietaria dell’immobile. L’incendio di oggi riapre il dibattito e anche un’indagine per incendio doloso; i carabinieri hanno sequestrato l’immobile.

Il sindaco di Pescolanciano, Manolo Sacco, si è detto pronto a riconsegnare la fascia al prefetto. “Sono pronto a restituire la fascia da sindaco al Prefetto di Isernia perché a questo punto non mi sento tutelato: viviamo in un clima di terrore. Pur condannando l’accaduto Sacco ha chiesto aiuto al ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Gli ho chiesto aiuto dal punto di vista materiale e morale perché non sono in grado di gestire la situazione, ci sono troppe incertezze a cominciare dal numero dei migranti che dovrebbero arrivare a Pescolanciano”.