Monta l’effetto Lavrov. In tanti si bevono la balla di Hitler ebreo. La teoria non ha alcuna base storica. Ma ora c’è chi ci crede davvero

Hitler ebreo
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“Io credo che anche Hitler avesse sangue ebraico”. Questa frase, che tanto ha fatto scalpore, come noto è stata pronunciata dal ministro degli esteri russo Serghei Lavrov alla trasmissione Zona Bianca in onda su Rete 4. L’obiettivo era chiaramente propagandistico: attaccare e screditare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Dopo le parole del ministro russo a Carta Bianca in molti danno credito alla storia che Hitler sarebbe ebreo

Dall’inizio dell’invasione la Russia parla di denazificazione e paragonare Zelensky a Hitler è parte di questa comunicazione propagandistica. Per tutti, ha parlato lo storico Amedeo Osti Guerrazzi, autore della docufiction Storie della Shoah in Italia, il quale, interpellato dall’Agi, ha spiegato che queste “sono esternazioni che si nutrono di leggende metropolitane e complottismi nati in ambienti neonazisti e negazionisti, tesi a dimostrare che, ammesso che ci sia stato un Olocausto, la colpa è da ricondurre agli ebrei, trasformandoli quindi da vittime in carnefici”.

Tutto finito, dunque? Purtroppo no. Perché logica vuole che se una teoria è complottista, laddove ci sono complottisti, finisce con l’avere terreno fertile. Basta andare sui gruppi chiusi dei social per scoprire valanghe di commenti che danno credito alla storia secondo cui Adolf Hitler avrebbe origini ebraiche. È un continuo pullulare di commenti strampalati, presunte prove storiche che in realtà però non hanno né capo né coda. E poi i link che rimandano a blog che si atteggiano a detentori di verità assolute, quando invece sono solo la collezione di scempiaggini una più grande dell’altra.

A questo punto, però, la domanda: da dove nasce questa folle tesi? Il tema delle origini di Hitler ritorna ciclicamente, fin dagli anni Venti e anche al processo di Norimberga. C’è effettivamente un buco nell’albero genealogico di Hitler: il nonno paterno. Suo padre era figlio illegittimo e il nonno è sempre rimasto ignoto.

Il giornale israeliano Haaretz, spiega in un dettagliato articolo Vanity Fair, dice che le voci sul “nonno ebreo” circolavano a Monaco negli anni delle prime affermazioni di Hitler a Monaco e poi sulla stampa tedesca nel 1933 al momenti dell’ascesa nazista al potere. Ebbe maggiore forza dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale quando furono pubblicate le memorie di Hans Frank, governatore nazista della Polonia occupata, condannato a morte come criminale di guerra a Norimberga nel 1946.

La storiella di Hitler ebreo viene tirata fuori per la sola motivazione propagandistica

Secondo queste memorie Hitler aveva mostrato a Frank una lettera in cui un nipote minacciava il leader nazista di rivelare le sue origini ebraiche. Il Führer gli avrebbe ordinato di fare ricerche sulla famiglia. Ma ovviamente anche queste ricerche non hanno portato a nulla. Insomma, nessuna verità storica. E invece quel che è certo, l’unica cosa certa, è che la storiella di Hitler viene tirata fuori per la sola motivazione propagandistica.