Monte dei Fiaschi. Il No della Bce alla proroga per l’aumento di capitale, fa crollare il titolo Mps. E ora Mattarella deve accelerare sul nuovo premier

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No secco a Mps. Il consiglio di vigilanza della Bce, dopo una lunghissima riunione iniziata giovedì pomeriggio, ha respinto – come anticipato da Reuters – la richiesta del Monte dei Paschi di Siena di una proroga di 20 giorni alla scadenza di fine anno per completare l’aumento di capitale da 5 miliardi. Ora per Rocca Salimbeni la strada del salvataggio statale è quasi obbligata. Un quadro che, inevitabilmente, si incrocia con la crisi del Governo Renzi. Facilmente ipotizzabile, a questo punto, che vista l’urgenza di un decreto per la ricapitalizzazione dell’istituto con soldi pubblici, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella accelererà la scelta del nome a cui affidare la guida dell’esecutivo destinato a traghettare il Paese fino a dopo il varo della nuova legge elettorale.

I membri del consiglio presieduto da Danièle Nouy, secondo Reuters, erano divisi sull’opportunità di concedere all’istituto senese venti giorni in più rispetto al previsto per completare il rafforzamento patrimoniale. Mps aveva chiesto fino al 20 gennaio, rispetto alla scadenza del 31 dicembre, per tentare di mandare in porto l’operazione di mercato messa punto dagli advisor Jp Morgan e Mediobanca, sostenendo che lo richiedeva il “mutato contesto di riferimento” dopo l’esito del referendum e le dimissioni di Matteo Renzi.

E inevitabilmente, subito dopo la diffusione della notizia, il titolo Mps è stato sospeso in Borsa in asta di volatilità. Riammesso alle contrattazioni, lascia sul terreno più dell’11%%.