Monti bacchetta il Partito democratico

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di Alessandro Ciancio

Nelle stesse ore in cui Re Giorgio spiegava a Strasburgo che il governo Monti non è stato un suo «capriccio», il capriccioso professore bocconiano (insofferente alle critiche, tempo addietro si è sdegnosamente allontanato anche dalla sua Scelta Civica) si riaffacciava sugli schermi tv con un’intervista dai toni monocordi ma dai contenuti a tratti velenosi. A suo giudizio serve uno «sprint con un programma di governo» che arrivi «in tempi di cronaca e non di storia». Soprattutto non comprende perché occorra «aspettare la riforma elettorale per fare il programma di governo». Da parte di Letta e Renzi «sarebbe un regalo storico alla destra di Berlusconi. Un pochino lo stanno facendo». Per questo l’ex premier sollecita Enrico Letta a chiudere il programma di governo in tempi brevi anche se, avverte, «non può illudersi che un mattino lo dia ai segretari di partito e la sera lo approvino». E ancora: «Quando mi dicono che bisogna aspettare l’acquisizione della riforma elettorale per fare il programma di governo, da osservatore mi perdo un pochino. Sarebbe un regalo storico alla destra di Berlusconi. E un pochino – sibila – è quello che stanno facendo». In che modo? Da un lato «Letta ha voluto tenere fede alla promessa elettorale di Berlusconi sull’Imu e darà la possibilità a Berlusconi di dire alle prossime elezioni che ha ottenuto il risultato»; dall’altro «Renzi per fare la riforma della legge elettorale ha preso come interlocutore Berlusconi. E questo nell’aspetto educativo che si dà agli italiani significa dire che anche un autore di una frode fiscale condannato in ultimo grado e invitato a non sedere più in Parlamento può essere padre di una nuova patria».
Dichiarazioni che gli sono subito valse la replica piccata di diversi esponenti azzurri e de Il Mattinale, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera: «Su Berlusconi Mario Monti è come al solito rosicone, anzi rosicone al quadrato. Con il suo partito doveva rivoluzionare la politica in Italia, diceva lui, ed invece ha collezionato un fallimento dietro l’altro. Oggi Scelta Civica si colloca tra il prefisso telefonico di Milano e quello di Roma: che belle soddisfazioni professor Monti. E questo amico delle banche – conclude la nota – questo amico dei poteri forti, questo amico dell’Europa, che ha preteso di essere nominato senatore a vita per accettare un premierato calato dall’alto, si permette di attaccare in modo spudorato un leader di popolo come Berlusconi?».