Multiculturalismo, teatro e musica. A Villa Ada “Roma incontra il mondo”. Tra gli ospiti Nicolò Fabi, Alan Parsons e… David Bowie

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Sono partiti già il 30 giugno e per 45 giorni ci sarà da divertirsi, da ballare, da cantare a squarciagola, da emozionarsi. Con un unico grande e vero leit-motiv, quello della multiculturalità. A Villa Ada, vicino al laghetto, torna il festival “Roma incontra il mondo”. Quest’anno tema portante è quello dell’utopia con un sottotitolo decisamente eloquente: “l’isola che non c’è”. E noi aggiungiamo: che non c’è finché non la si vuol cercare, perché altrimenti c’è solo l’imbarazzo della scelta.

MULTICULTURALISMO E VARIETÀ – Come ogni anno, infatti, le novità non sono poche con un programma fatto di concerti, clubbing, cibo di qualità bio e a km 0, campus estivo per bambini, workshop e un occhio sempre attento alla sostenibilità nel cuore verde di Roma. Ci saranno aree dedicate all’arte, al relax, al gioco, al benessere. Ci si troverà ad ascoltare e a parlare con chi la propria vita l’ha cambiata radicalmente o è in procinto di farlo (ogni lunedì con Escape Mondays), vedere giocolieri e clown, avere la propria “opera d’arte” esposta al pubblico, partecipando a un contest che prevede il recupero e la decorazione di vecchi sedili della metro in disuso (progetto Riscarti). E poi ovviamente gli spettacoli. Sicuramente tra i più attesi il rap di Tyler The Creator e l’elettronica dei Gramatik. E poi i grandi ritorni in Italia dei Kula Shaker e Alan Parsons Live Project, l’originalità di Dub Fx. Rappresentata ad alti livelli anche la nostra musica con Niccolò Fabi, Luca Carboni, Tiromancino, Nada. E poi il meglio dell’orizzonte contemporaneo, dall’indie con Calcutta fino al ritmo “fricchettone” della Bandabardò.

Ma non finisce qui. Perché ci saranno anche alcuni eventi a latere che non mancheranno di richiamare gente. Oltre agli spettacoli teatrali con Paolo Ruffini e Marco Travaglio, ci saranno le “Lezioni di rock” dei giornalisti Ernesto Assante e Gino Castaldo: un omaggio unico e originale al genio del Duca Bianco, David Bowie.

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di Gaetano Pedullà

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