Nasce il movimento dei trumpisti italiani. E chiedono subito al Governo un atto forte: basta sanzioni alla Russia

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Dopo la figuraccia di Matteo Renzi con Donald Trump, scatta la richiesta di un gesto concreto. Perché – ragionano nel movimento trumpista tricolore – è necessario lanciare un ponte verso il nuovo inquilino della Casa Bianca dopo l’avventata presa di posizione del presidente del Consiglio in favore di Hillary Clinton.  Un sostegno ribadito dalla ministra delle Riforme, Maria Elena Boschi, all’inizio della lunga notte elettorale nell’ambasciata americana di Roma. Insomma, in questo quadro, una piroetta – con le dichiarazioni di facciata di congratulazioni – non può bastare per costruire, ed eventualmente cementare, un’amicizia con il vincitore delle presidenziali negli Stati Uniti.

LA PROPOSTA – Così la prima idea messa sul tavolo dai supporter italiani di Trump è quella di compiere un atto politico e diplomatico pesante, prendendo atto del mutamente di scenario internazionale avvenuto con il risultato elettorale delle presidenziali: riallacciare le relazioni economiche con la Russia, bloccate dopo l’annessione della Crimea da parte di Mosca.  Un passaggio dal doppio effetto: dare una sterzata alla politica estera italiana, ma soprattutto cercare di aiuare le imprese agricole che stanno pagando duramente la rottura degli scambi commerciali con i partner russi. Per questo Stefano Berni, direttore generale del Consorzio Grana padano, ha inviato una forma di Grana padano a Trump. “È un grimaldello per scardinare l’embargo fortemente voluto dagli Stati Uniti nei confronti della Russia”, ha spiegato Berni. Trovando l’approvazione del deputato leghista, Paolo Grimoldi: “E’ un’ottima idea”. Insomma, un’ipotesi che si sta facendo largo. “Se Renzi vuol rimediare alla brutta figura di essersi schierato totalmente con Obama e Hillary Clinton durante le elezioni americane servono non parole, ma fatti politici concreti”, ha affermato il leader di Azione nazionale, Gianni Alemanno. In che modo? “Il primo segnale dev’essere quello di revocare subito le sanzioni contro la Russia che  oltre ad essere controproducenti in politica estera, hanno creato un danno gravissimo alla nostra economia, soprattutto nel settore agroalimentare”, ha spiegato l’ex sindaco di Roma. L’operazione dovrebbe essere sganciata dall’Europa. “Non bisogna aspettare Angela Merkel e tutte le burocrazie di Bruxelles. Renzi può revocare unilateralmente le sanzioni alla Russia di Putin, prendendo subito atto dei nuovi equilibri planetari creati dall’elezione di Donald Trump”, ha chiosato Alemanno.

APERTURA DI CREDITO – Tra i sostenitori di questa posizione c’è anche un moderato come Pino Pisicchio, presidente del Gruppo Misto alla Camera: “Di certo sappiamo che potrebbe aprirsi un nuovo canale di comunicazione con la Russia di Putin”. Il Governo italiano, del resto, non sembra così ostile a un possibile riavvicinamento alla Russia. “Per l’Italia il dialogo con la Russia è e sarà sempre importante”, ha dichiarato la ministra della Difesa, Roberta Pinotti. “È da evitare il ritorno a un clima da guerra fredda, per di più in un momento delicato come quello che stiamo vivendo nella lotta al terrorismo”, ha aggiunto. Di mezzo c’è comunque un’altra situazione imbarazzante creata da Renzi in ambito diplomatico: dopo la visita in Russia a giugno “ha anche acconsentito a schierare militari italiani contro Putin, al confine con la Lettonia”, ha attaccato il 5 Stelle Luigi Di Maio. Ricucire non sarà facile.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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