Nato e Ue danno il benservito a Trump: “Nessun intervento militare nello Stretto di Hormuz”

Trump chiede un intervento militare della Nato nello Stretto di Hormuz, ma l'Alleanza e l'Ue dicono chiaramente no.

Nato e Ue danno il benservito a Trump: “Nessun intervento militare nello Stretto di Hormuz”

L’appello di Donald Trump resterà inascoltato. Il tentativo di coinvolgere le forze Nato nella difesa dello Stretto di Hormuz viene rispedito al mittente da quasi tutti i Paesi coinvolti, con ben poche eccezioni (a partire dal silenzio dell’Italia). Trump ha detto che sarebbe “molto negativo per la Nato” un eventuale rifiuto dell’invio di navi militari nello Stretto.

Eppure finora il presidente degli Stati Uniti ha raccolto solamente risposte negative o silenzi. A partire dai Paesi dell’Alleanza, che hanno chiaramente detto che non ci sarà alcuna operazione militare dell’Alleanza. E a confermarlo è stata anche l’Ue, che non vuole neppure allargare l’operazione Aspides alla guerra in Iran.

Stretto di Hormuz, Nato e Ue contro Trump

La Nato non interverrà, come confermato anche dall’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Kaja Kallas: “Questo è davvero al di fuori dell’area d’azione della Nato”. Anche perché l’Ue ha altri strumenti in campo, come l’operazione Aspides, che però “è al di fuori dei territori della Nato, non ci sono Paesi Nato nello Stretto di Hormuz”.

Anche il premier britannico, Keir Starmer, lo dice chiaramente: la riapertura dello Stretto di Hormuz non può essere affidata “a una missione della Nato”. Ma anche da Berlino lo scetticismo sulla proposta di Trump è evidente: “Non mi sembra che la Nato abbia preso una decisione né che possa assumersi la responsabilità per lo Stretto di Hormuz”, come spiega il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul. E contraria a una missione militare è anche la Spagna, che ribadisce di considerare “illegale” la guerra in Iran.

Anche la Grecia ha confermato che non parteciperà ad azioni militari a Hormuz. Nessuna modifica neanche al mandato di Aspides, secondo il ministro degli Esteri spagnolo, Josè Manuel Albares. D’altronde anche per il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, è “complesso” pensare di cambiare il mandato di Aspides per includere l’intervento nello Stretto di Hormuz.