La Nato sospende ogni sostegno alle autorità afghane. A Kabul serve un governo inclusivo. Stoltenberg: “I talebani rispettino i diritti umani. La priorità assoluta è trasferire la gente fuori dal Paese”

Nato Afghanistan Jens Stoltenberg
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“Chiediamo a coloro che hanno l’autorità in Afghanistan di rispettare e facilitare la partenza in sicurezza delle persone, soprattutto dall’aeroporto internazionale di Kabul”. A chiederlo è la Nato nella dichiarazione congiunta rilasciata al termine della riunione virtuale dei ministri degli Esteri dell’Alleanza sull’Afghanistan (leggi l’articolo). “I talebani devono rispettare i diritti umani, in particolare quelli delle donne” ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg.

“La situazione in Afghanistan resta difficile ed imprevedibile. La priorità assoluta della Nato è trasferire la gente fuori dal Paese”, ma, ha aggiunto Stoltenberg, “il problema principale è far arrivare le persone all’aeroporto e non la mancanza di aerei” e per questo i talebani devono garantire un passaggio sicuro.

“Siamo uniti nella nostra profonda preoccupazione per i gravi eventi in Afghanistan – si legge nella dichiarazione congiunta dei ministri degli Esteri della Nato – e chiediamo l’immediata fine della violenza. Esprimiamo inoltre profonda preoccupazione per le segnalazioni di gravi violazioni e abusi dei diritti umani in tutto l’Afghanistan. Affermiamo il nostro impegno nei confronti della dichiarazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 16 agosto e chiediamo l’adesione alle norme e agli standard internazionali sui diritti umani e sul diritto internazionale umanitario in ogni circostanza”.

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“Il nostro compito immediato ora – proseguono i ministri – è quello di rispettare i nostri impegni per continuare l’evacuazione sicura dei nostri cittadini, dei paesi partner e degli afgani a rischio, in particolare quelli che hanno aiutato i nostri sforzi. Chiediamo a coloro che occupano posizioni di autorità in Afghanistan di rispettare e facilitare la loro partenza sicura e ordinata, anche attraverso l’aeroporto internazionale Hamid Karzai di Kabul. Finche’ le operazioni di evacuazione continueranno, manterremo il nostro stretto coordinamento operativo attraverso mezzi militari alleati presso l’aeroporto internazionale Karzai”.

“Il popolo afghano – si legge ancora nella nota congiunta – merita di vivere in sicurezza, sicurezza e dignità e di costruire sugli importanti risultati politici, economici e sociali che ha realizzato negli ultimi vent’anni. Siamo al fianco degli attori della società civile che devono essere in grado di continuare a svolgere in sicurezza il loro ruolo significativo nella società afghana. Chiediamo a tutte le parti in Afghanistan di lavorare in buona fede per stabilire un governo inclusivo e rappresentativo, anche con la partecipazione significativa di donne e gruppi minoritari”.

“Nelle circostanze attuali – scrivono ancora i ministri degli Esteri -, la Nato ha sospeso ogni sostegno alle autorità afghane. Qualsiasi futuro governo afghano deve aderire agli obblighi internazionali dell’Afghanistan; salvaguardare i diritti umani di tutti gli afghani, in particolare donne, bambini e minoranze; sostenere lo stato di diritto; consentire il libero accesso umanitario; e garantire che l’Afghanistan non serva mai più come rifugio sicuro per i terroristi”.

“Negli ultimi vent’anni – aggiungono i ministri degli Esteri della Nato – abbiamo negato con successo ai terroristi un rifugio sicuro in Afghanistan da cui istigare attacchi. Non permetteremo a nessun terrorista di minacciarci. Rimaniamo impegnati a combattere il terrorismo con determinazione, risolutezza e solidarietà. Onoriamo il servizio e il sacrificio di tutti coloro che hanno lavorato instancabilmente negli ultimi vent’anni per realizzare un futuro migliore per l’Afghanistan”.

“Insieme – concludono i ministri Nato -, rifletteremo pienamente sul nostro impegno in Afghanistan e trarremo le lezioni necessarie. Continueremo a promuovere l’Afghanistan stabile e prospero che il popolo afghano merita e ad affrontare le questioni critiche che devono affrontare l’Afghanistan e la regione, nell’immediato futuro e oltre, anche attraverso la nostra cooperazione con partner regionali e internazionali, come l’Unione europea, Regno Unito e le Nazioni Unite”.