‘Ndrangheta a Torino, 8 arresti per voto di scambio e reati fiscali. In manette anche l’assessore regionale Rosso. Sostegno dalla criminalità per essere eletto

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La Guardia di finanza di Torino ha eseguito 8 ordinanze di custodia cautelare in carcere, su richiesta della Dda del capoluogo piemontese, nonché sequestri di beni sul territorio nazionale, nei confronti di persone ritenute legate alla ‘ndrangheta, radicate nel territorio di Carmagnola e operanti a Torino. Tra gli arrestati dell’operazione “Fenice” c’è anche Roberto Rosso (nella foto), già parlamentare di Forza Italia, sottosegretario e oggi esponente di Fratelli d’Italia e assessore regionale ai Rapporti con il Consiglio regionale e ai Diritti civili.

Tra le condotte illecite, oltre all’associazione per delinquere di stampo mafioso e reati fiscali per 16 milioni di euro, gli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia contestato anche il reato di scambio elettorale politico-mafioso. Secondo quanto trapela dalle carte dell’inchiesta, Rosso avrebbe chiesto aiuto alla criminalità organizzata per essere eletto alle ultime elezioni regionali nella coalizione a sostegno del presidente Alberto Cirio.

“Roberto Rosso – ha commentato la leader di FdI Giorgia Meloni – ha aderito a Fratelli d’Italia da poco più di un anno. Apprendiamo che stamattina è stato arrestato con l’accusa più infamante di tutte: voto di scambio politico-mafioso. Mi viene il voltastomaco. Mi auguro dal profondo del cuore che dimostri la sua innocenza, ma annuncio fin da ora che Fratelli d’Italia si costituirà parte civile nell’eventuale processo a suo carico. Ovviamente, fin quando questa vicenda non sarà chiarita, Rosso è da considerarsi ufficialmente fuori da FdI”.

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