Nessun pentimento. Gabrielli conferma la linea: la divulgazione delle foto degli agenti Scatà e Movio è un riconoscimento agli eroi

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La divulgazione di nomi e foto degli agenti-eroi, Cristian Movio e Luca Scatà, non è stato un errore. Almeno per i vertici delle forze dell’ordine. “Non c’è alcuna esposizione, ma un riconoscimento chiaro. Una sottolineatura per mettere al centro chi ha reso possibile tutto questo, rischiando la propria vita”, ha detto il capo della Polizia, Franco Gabrielli, allontanando la polemica sulla rivelazione dell’identità degli uomini in divisa, che hanno ucciso Anis Amri, l’autore della strage di Berlino, nel corso di un pattugliamento a Sesto San Giovanni.

“Fare i nomi con questo tipo di terrorismo non è né un errore né un’esposizione, perché non siamo in presenza di un terrorismo come quello che abbiamo conosciuto negli anni Settanta, un terrorismo endogeno che ha interesse a colpire il singolo, dunque Franco piuttosto che Mario o Cristian. Qui ci troviamo di fronte a qualcosa di diverso”, ha spiegato il numero della Polizia. Quindi Gabrielli ha aggiunto: “Sono sette mesi che dico ‘attenzione, ognuno di noi può essere un obiettivo’. Ma sono anche mesi che lavoro sull’orgoglio e sul senso di appartenenza dei poliziotti e degli uomini e delle donne delle forze di polizia e, nel momento in cui è fondamentale tenere alto l’orgoglio di chi vive con la divisa, il ministro non ha fatto altro che galvanizzare chi ogni giorno opera indossando proprio una divisa”.

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