Netanyahu sapeva dell’attacco di Hamas? L’inchiesta di Haaretz scuote Israele

Benjamin Netanyahu sapeva dell'attacco di Hamas? L'inchiesta di Haaretz scuote Israele: "Era stato avvertito dall'emiro di Abu Dhabi"

Netanyahu sapeva dell’attacco di Hamas? L’inchiesta di Haaretz scuote Israele

L’attentato terroristico di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023 potrebbe non essere stato un fulmine a ciel sereno per Benjamin Netanyahu. A rivelarlo è un’inchiesta di Haaretz, secondo cui l’emiro di Abu Dhabi, Mohammed bin Zayed, avrebbe avvertito personalmente il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in una telefonata di 45 minuti alla fine di settembre 2023, che il leader di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar, stava pianificando “un terremoto” contro Israele.

Nell’articolo del quotidiano israeliano vengono anticipati alcuni estratti di un nuovo libro del giornalista Shlomi Eldar, nel quale racconta retroscena inediti delle trattative per la liberazione dei 251 ostaggi israeliani rapiti durante l’attacco del 7 ottobre 2023. Secondo la ricostruzione, basata su fonti anonime straniere e israeliane, l’avvertimento di bin Zayed sarebbe partito dalle conversazioni tenute nel settembre 2023 con Sinwar da parte di un intermediario palestinese noto con il soprannome di “Occhi neri”, un dirigente di Fatah con una fluente conoscenza dell’ebraico e rapporti sia con Hamas sia con lo Shin Bet, i servizi di intelligence interna israeliani.

Come ricostruito da Haaretz, in quel periodo il governo israeliano stava trattando segretamente, attraverso questa intermediazione, per raggiungere una “hudna” con Hamas, ossia un accordo di tregua a lungo termine che includeva la graduale rimozione del blocco su Gaza, la creazione di una zona industriale nel nord della Striscia, l’aumento dei permessi di lavoro ai palestinesi e la fornitura di gas naturale alla Striscia.

Netanyahu sapeva dell’attacco di Hamas? L’inchiesta di Haaretz scuote Israele

La trattativa aveva lo scopo di portare al rilascio di due civili israeliani vivi e dei corpi di due soldati uccisi a Gaza negli anni precedenti, in cambio del rilascio di 30 prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane, tra cui 20 ergastolani. Una trattativa complicata che si è arenata “ad agosto 2023” perché Netanyahu avrebbe più volte rimandato la convocazione della commissione ministeriale necessaria per approvare il rilascio.

Con la trattativa in standby, prosegue Haaretz citando una fonte dello Shin Bet, Sinwar sarebbe scomparso nel nulla, interrompendo ogni trattativa con gli israeliani. Da un luogo sicuro, Sinwar avrebbe fatto recapitare, sempre attraverso l’intermediario, un messaggio agli israeliani nel quale spiegava che, se non si fosse andati avanti con i negoziati, avrebbe scatenato un “terremoto” su Israele.

Parole che avrebbero immediatamente allarmato l’intermediario, il quale avrebbe riferito tutto a bin Zayed. E quest’ultimo, capendo la gravità di quanto stava accadendo, il 15 settembre 2023 avrebbe ritrasmesso l’avvertimento allo Shin Bet, che, a cascata, avrebbe informato Netanyahu. A riprova di ciò, sempre secondo Haaretz, ci sarebbe il fatto che il primo ministro israeliano, a quel punto, si sarebbe convinto a convocare una riunione di sicurezza per il 17 settembre. Una riunione in cui, però, non si sarebbe parlato di come riaccendere i negoziati ma, al contrario, si sarebbe puntato tutto su un’azione militare per eliminare definitivamente Sinwar. Blitz che saltò ma che comunque, nel corso della conseguente guerra, finì per causare la morte dell’allora capo di Hamas.

La situazione precipita

A fine settembre, secondo il quotidiano, esattamente dieci giorni prima dell’attacco, bin Zayed, convinto che la situazione stesse ulteriormente precipitando, avrebbe alzato la cornetta per parlare direttamente con Netanyahu, raccontandogli tutto quello che sapeva. Curiosamente, a ulteriore riprova di come i piani di Hamas non fossero poi tanto segreti, negli stessi giorni, questa volta sulla base delle ricostruzioni di Yediot Ahronot, anche il ministro dell’Intelligence egiziano, il generale Abbas Kamel, avrebbe avvertito Netanyahu che Hamas stava preparando “qualcosa di insolito” e pericoloso.

Ma da dove sarebbe partita l’azione di Hamas? Ebbene, sul punto emerge dall’inchiesta giornalistica che nessuno avrebbe affermato che il “terremoto” di cui si parlava sarebbe venuto da Gaza. Si pensava, bensì, che potesse partire dalla Cisgiordania, area nella quale effettivamente venne disposto, proprio in quei giorni, un rafforzamento delle forze israeliane.

Di fronte a queste rivelazioni, che oggi stanno creando un acceso dibattito in Israele, l’ufficio politico del premier Netanyahu è intervenuto smentendo la telefonata con il presidente emiratino e sostenendo che si tratti di una “menzogna totale”.