Niente legame con la ‘ndrangheta, Modesto si dice vittima della ritorsione di un pentito. Il calciatore torna in libertà

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Un incubo durato alcune settimane, ma che per fortuna è finito nel migliore dei modi. Francesco Modesto, calciatore con una lunga carriera di serie A, è tornato libero, scagionato dall‘accusa di essere parte di un’associazione criminale, interna alla ‘ndrangheta, dedita all’usura. Il Tribunale del riesame di Catanzaro ha accolto l’istanza della difesa, annullando l’ordinanza di arresto del 30 agosto scorso.

Il presunto coinvolgimento di Modesto era stato rivelato dal collaboratore di giustizia, Roberto Calabrese Violetta, sostenendo che l’atleta metteva a disposizione dei capitali. Modesto ha replicato, attraverso il suo avvocato, dicendosi vittima di una vendetta: il legale ha depositato diverse dimostrato che il suo assistito aveva presentato numerose denunce nei confronti proprio di Calabrese Violetta. Inoltre, in merito ai fatti contestati, il legale aveva spiegato dopo l’interrogatorio di garanzia: “Francesco ha risposto alle domande del giudice. L’unico episodio che gli viene contestato nel capo di imputazione risale al 2005 e riguarda un piccolo immobile nemmeno suo, ma del suocero. Un conto sul quale ha la procura il cognato di Modesto che non figura tra gli indagati”.

Modesto, sin dal giorno dell’arresto, aveva negato ogni addebito, sostenendo anche di non conoscere l’imprenditore che sarebbe stato al centro del giro di usura. Così, due settimane, è tornato un uomo libero.

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di Gaetano Pedullà

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