A pochi giorni dalla ricorrenza dei quattro anni dall’invasione russa dell’Ucraina, l’Europa cerca con fatica di mantenere una sorta di unità nella propria posizione a sostegno di Kiev. Proprio per mostrare il supporto dell’Unione europea, in occasione dell’anniversario saranno la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, a recarsi in Ucraina.
I leader Ue vorrebbero partire forti del prestito da 90 miliardi in due anni concordato lo scorso dicembre per il sostegno militare e di bilancio all’Ucraina e di un nuovo pacchetto di sanzioni, il 20°, su cui i ministri degli Esteri sperano di raggiungere un accordo in occasione del Consiglio Esteri di lunedì.
Ungheria e Slovacchia remano contro
Ma le sorprese sono dietro l’angolo. E come spesso accade quando si parla del sostegno Ue all’Ucraina, possono venire soprattutto da Budapest. L’Ungheria ieri avrebbe sollevato un’obiezione riguardo al prestito, su cui Budapest (insieme a Praga e Bratislava) aveva già ottenuto un’esenzione in occasione del vertice Ue di dicembre in cui tale strumento aveva preso forma. Ma anche se l’Ungheria non contribuirà, resta necessaria l’unanimità dei 27 per arrivare all’accordo definitivo sui finanziamenti a Kiev, e quindi anche l’ok del governo di Viktor Orban. Un via libera frenato soprattutto da due fattori: innanzitutto la campagna elettorale in vista delle elezioni del 12 aprile, che radicalizza ancora di più alcune posizioni del governo ungherese.
E la concomitante crisi diplomatica ed energetica in corso tra Ungheria, Ucraina e Slovacchia, con Kiev che è accusata di aver sospeso il transito di petrolio attraverso l’oleodotto Druzhba e i due Paesi Ue che minacciano ritorsioni nei confronti dell’Ucraina. In mezzo la Commissione europea chiamata a mediare una soluzione attraverso un gruppo di coordinamento sul petrolio che si riunirà mercoledì.
Niente nuove sanzioni a Mosca
Inoltre, Ungheria e Slovacchia ieri hanno sollevato obiezioni anche sul 20° pacchetto di sanzioni a Mosca. Infine, sempre ieri l’Eliseo ha annunciato per il prossimo 24 febbraio, una riunione in videoconferenza della “Coalizione dei Volenterosi” che sostengono Kiev, copresieduta dal presidente francese Emmanuel Macron e dal premier britannico Keir Starmer, alla quale parteciperà anche Giorgia Meloni.