No, quelle di Leoni non sono solo canzonette. Il noto cronista di SkyTg24 incide il suo primo Cd: un viaggio nell’intimità dell’uomo sulle onde Jazz

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La stragrande maggioranza del pubblico conosce Massimo Leoni perchè volto televisivo di punta di SkyTg24 e profondo conoscitore del mondo politico. Sin da quando era giovane, però, Leoni ha nutrito una passione neanche troppo celata per la musica. Un amore per la melodia, per le parole, per i testi che amalgamati su note diventano evocativi di luoghi, ricordi, memoria. Ed è proprio questo che riesce a regalare Massimo Leoni col suo primo album “Canzonette morali”. Un titolo certamente non banale che unisce due parole che di primo acchito sembrerebbero distanti e, forse, anche contrapposte. Ma non è detto sia così. E non lo è per Leoni. Se da una parte, infatti, la canzonetta è il modo con lui l’Italia intrattiene se stessa da decenni, dall’altra c’è l’impegno a una lettura approfondita e mai banale dell’uomo, dei suoi momenti di solitudine, dei suoi ricordi, della sua imperfezione fisiologica. Il tentativo di Leoni, dunque, finisce con l’essere l’evasione dalla frenesia quotidiana, ma senza scadere mai nel retorico e nello scontato. E il tutto è impreziosito da collaborazioni che anche cantanti sulla cresta dell’onda da anni si sognerebbero. A cominciare da Giorgia.

Insieme regalano un’interpretazione di “Pensieri sulla zattera” che spiazza per la forza del pezzo: un viaggio ondivago nelle incertezze che sorgono in chi vive una graduale consapevolezza della fine della propria storia con lui o con lei. Quando si realizza che qualcosa sta tramontando, l’unic via di fuga è una precaria zattera, tra dubbi e incertezze che continuamente mettono a rischio il tragitto. Le voci dei due cantanti che si alternano su una melodia così puntuale, regala una reale sensazione di viaggio precario, scossi continuamente da impreviste onde che mettono a rischio la tenuta della zattera. Sentimenti umani, dunque, riproposti qui con la saggezza di una musica che ricorda il Jazz, che fa da contraltare alla saggezza stilistica dei temi trattati, mai in maniera scontata. E così “I pensieri sulla zattera”, per prendere in prestito il titolo della canzone in cui duettano Leoni e Giorgia, vagano, tra la solitudine di un abbandono, visibile e tangibile ne “L’inverno è fuori”, alla sana nostalgia di chi si siede e ricorda ciò che è stato ma è ancora vivo nella sua intimità profonda, come racconta la splendida “Gli anni belli”. Fino a “Imperfetto”, canzone di apertura dell’album: un’analisi che si fa via via più profonda man mano che si riascolta il brano. E che racconta la cosa che è più complicata raccontare in assoluto: l’uomo. Senza mai abbandonare l’approccio “evasivo” della canzonetta. Come un Leopardi contemporaneo.

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di Gaetano Pedullà

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