No Vax e altri disastri, gli effetti collaterali del Covid. Dai deliri dei negazionisti agli svarioni dei virologi. E ci mancava pure Montesano. L’attore cerca un partito che lo rappresenti

No Vax Green Pass Montesano
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Benvenuti siore e siori al baraccone del lunavirus. Di cosa si tratti è presto detto. L’apparizione sulla scena mondiale del Covid-19 ha prodotto il manifestarsi, o forse solo il magnificarsi, di un fenomeno che era già carsico, ma che ora è sotto gli occhi di tutti: è la fiera dei meravigliosi personaggi legati al virus. Un vero parco dei divertimenti e delle attrazioni, con sede a Covid City.

COMPLOTTI SOCIAL. Iniziamo dai no vax, un mondo per certi versi affascinante fatto di improbabili filmati rigorosamente su Facebook in cui compaiono guru e similari che ammantano l’universo mondo di sonore sciocchezze che neppure hanno più il velo della parascientificità, presentandosi ora nelle vesti del noumeno della “cazzata pura”.

Barbettinati del nord Italia che in stretto dialetto veneto bombardano il web di stupidaggini insulse con migliaia e migliaia di like. E poi, oltre loro, c’è una sequela di bestioline, ricette, frasi da baci perugina, immagini di foreste, grilli in calore, teenager che si spiaccicano da soli in monopattino, voraci giapponesine che divorano quantità industriali di cibo, il tutto cucinato insieme nel minestrone dell’improbabile e dell’inverosimile.

Ed ora passiamo agli attori protagonisti. Iniziamo, dall’ultimo in ordine cronologico, il prode Stefano Puzzer che è stato accusato dagli ex amici di essere manovrato addirittura da Gianluigi Paragone, in veste di puparo. Puzzer non sembra certo un esempio di coerenza visto che in una sola settimana ha fatto un’inversione a 180 gradi passando da “duro e puro” a “mollo e aggiogato”, secondo soprattutto i suoi ex seguaci triestini che non gli perdonano l’annullamento della manifestazione No Green Pass. In confronto a lui Don Abbondio è un supereroe Marvel.

BALLE VIRALI. Poi, immancabile, il variegato mondo dei virologi che si scannano e si beccano tra loro come i famosi polli di Renzo nei Promessi Sposi. C’è ad esempio Massimo Galli che in un giorno è passato da autorevole Covid star televisivo a indagato per i concorsi universitari truccati (leggi l’articolo). La caduta degli dei. C’è Matteo Bassetti, “piacione” tv, che un tempo percolava verso i no vax con una certa passione sovranista e poi è diventato un assennato e saggio propalatore della vaccinazione, facendo gridare i suoi ex fans al tradimento e beccandosi pure minacce via web.

E che dire di Walter Ricciardi? Virologo e attore di film di camorra, nonché consigliere del ministro Roberto Speranza, specializzato in terrorismo virale, che per mesi ha spaventato gli italiani dagli schermi televisivi. E come dimenticare la virologa capa del Sacco di Milano, Maria Rita Gismondo, che ebbe a dire: “A me sembra una follia. Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Non è così”. E invece era proprio così.

Ma nonostante la previsione completamente errata, la virologa è assurta agli onori catodici ed è ancora corteggiatissima dai media. Barbara Gallavotti, aveva avuto un buon impatto iniziale, ma poi una certa supponenza radical chic e una fastidiosa protervia scientista, ha preso il sopravvento e l’ha fatta precipitare nei gradimenti del pubblico. Stendiamo invece un velo pietoso sui virologi “minori” che si sono particolarmente distinti in teorie strampalate e del tutto improbabili per la gioia del pubblico pagante. Poi quasi tutti, non contenti, ci hanno ammollato pure un libro.

Le ultime manifestazioni nella Capitale.

Due manifestazioni contro il Green Pass sono state organizzate a Roma, entrambe al Circo Massimo. Una si è tenuta in Piazzale Ugo La Malfa, organizzata dall’attore Enrico Montesano, anche lui noto negazionista (leggi l’articolo). Fischi per il premier Mario Draghi e per il ministro Luciana Lamorgese, quando i loro nomi sono stati pronunciati dall’attore comico salito sul palco. “La polizia a Trieste – ha detto Montesano – ha usato maniere un po’ troppo forti, ma la responsabilità è di chi impartisce gli ordini e dobbiamo capire certe cose… Certo si poteva evitare di eccedere… Il futuro è creare una forza che ci rappresenti”.

L’altra manifestazione, ancora in corso, è organizzata dal movimento Liberi cittadini e dai No Green Pass. Gli agenti presidiano le zone interessate per assicurare il pacifico svolgimento delle manifestazioni, che si svolgono in forma pacifica.