Nomine Asl, prorogate le indagini dell’inchiesta che coinvolge il governatore del Lazio Zingaretti e l’assessore D’Amato

ZINGARETTI D'AMATO
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Un avviso di proroga delle indagini è stato notificato dal gip del Tribunale di Roma al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, e ad altri 7 indagati, con l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio, nell’ambito di un’inchiesta della Procura della Capitale riguardante le nomine di alcuni dirigenti delle Asl. Il procedimento era nato da un esposto presentato nei mesi scorsi da Fratelli d’Italia in cui si chiedeva di indagare su una nomina in una Asl di un candidato che non avrebbe avuto i requisiti.

Tra gli indagati compare anche i nomi del segretario generale della giunta della Regione Lazio, Andrea Tardiola, dell’ex responsabile della direzione della Salute della Regione, Renato Botti, e del direttore generale dell’Umberto I, Vincenzo Panella. Della vicenda ne scrivono oggi alcuni quotidiani.

Nell’estate del 2019 il consigliere regionale di FdI, Antonio Aurigemma aveva presentato una interrogazione, alla quale, a novembre dello stesso anno, l’assessore D’Amato aveva risposto affermando che l’atto con cui erano state compiute alcune nomine ai vertici dell’Aziende sanitarie  era “pienamente legittimo all’interno del quadro nazionale”.

“La gran parte delle Regioni italiane – scriveva ancora D’Amato – ha adottato un’analoga metodologia, sia Regioni governate dal centrodestra, sia Regioni governate dal centrosinistra, come Toscana, Umbria, adesso passata a un nuovo governo, ed altre ancora. Vi è stata un’interpretazione estensiva per dar modo a un’ampia platea di professionisti di partecipare all’Albo dei direttori amministrativi, per poi eventualmente essere presi da quest’Albo”.