Un Draghi boy a Cassa depositi e prestiti. Azzerata la governance di Fs. Il premier archivia l’era Conte. Ferraris nuovo Ad di Ferrovie e Scannapieco sbarca in Cdp

nomine DARIO SCANNAPIECO
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Luigi Ferraris amministratore delegato, Nicoletta Giadrossi presidente. Alle Ferrovie dello Stato il premier Mario Draghi decide che si cambia regime. La scelta arriva dopo un colloquio con il ministro dell’Economia Daniele Franco e dopo un lungo lavoro di valutazione con il coinvolgimento di una società di cacciatori di teste. Gli altri nomi indicati (qui la nota del Mef di ieri sera) per il cda delle Ferrovie sono Pietro Bracco, Stefano Cuzzilla, Alessandra Bucci, Silvia Candiani, Riccardo Barbieri Hermitte.

DECIDE MARIO. La scelta di Draghi alle Ferrovie sembra preludere a un’altra scelta di discontinuità, alla guida di Cassa depositi e prestiti, attesa nelle prossime ore con la probabile nomina di Dario Scannapieco (nella foto) come amministratore delegato, al fianco del presidente Giovanni Gorno Tempini confermato dalle fondazioni ex bancarie. Per l’ad uscente di Cdp, Fabrizio Palermo, che vanta i risultati ottenuti e un diffuso sostegno in maggioranza, a partire dal M5S, potrebbe arrivare l’indicazione al vertice di un’altra partecipata, tanto che circolano anche voci di una staffetta a Invitalia con Domenico Arcuri.

Leggi anche: Le nomine che arrivano dal passato. L’editoriale del direttore Gaetano Pedullà.

Ma si parla anche di Leonardo se per Alessandro Profumo, condannato in primo grado con sentenza non definitiva per Mps, dovesse arrivare un’uscita di scena anticipata. Ma le scelte di Draghi sollevano più di un dubbio. Nel mirino Scannapieco, oggi vicepresidente Bei (Banca europea per gli Investimenti). Innanzitutto, per quanto riguarda Cdp, i risultati raggiunti da Palermo non giustificano un cambio di guardia. Ma ciò che stupisce è soprattutto la scelta del successore: un banchiere fortemente legato al presidente del Consiglio, segno che il premier non vuole rinunciare a una gestione che tenga conto di uomini di sua fiducia.

L’assemblea di Cassa in cui dovrà essere rinnovato il vertice è prevista per oggi. Il Mef dovrebbe fare il suo nome direttamente oggi in assemblea, nonostante l’insistenza di ambienti vicini ai Cinque stelle (Luigi Di Maio in primis) che caldeggiano la riconferma – a questo punto improbabile – di Palermo. Ancora qualche giorno dovrà trascorrere invece per il rinnovo dei vertici della Rai, dal momento che l’assemblea si svolge in seconda convocazione il 14 giugno. Su questo dossier entreranno più direttamente i partiti, non solo per la nomina dei componenti del cda (uno in quota Lega, uno Fdi o di Fi, uno Pd, uno M5s), ma anche per il voto con cui la commissione di Vigilanza Rai dovrà dare, a maggioranza di due terzi, il via libera al presidente.

Per questa casella salgono, nel ‘borsino’ della maggioranza, le quotazioni di Alessandra Perrazzelli, vicedirettore generale della Banca d’Italia, che da alcuni viene indicata anche come possibile amministratore delegato e che per la presidenza potrebbe avere il profilo giusto soprattutto se l’incarico di amministratore delegato andasse a un uomo, magari interno all’azienda. Per la presidenza continuano a circolare anche i nomi del giornalista Ferruccio De Bortoli, che però avrebbe declinato, dell’ex dg Mauro Masi, di Simona Agnes o della giornalista Paola Severini Melograni.

Mentre per il ruolo di ad continuano a essere considerati in partita gli interni Maurizio Ciannamea, responsabile dei palinsesti e reputato gradito alla Lega, Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema, o le ‘esterne’ Eleonora Ripa, di OpenFiber, Laura Cioli, già in Rcs, Francesca Bria, presidente di Cdp Venture Capital e considerata stimata dal Pd, che potrebbe indicarla come consigliere.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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