Non basta avere il super lobbista Rutelli in squadra. La Manovra prende a schiaffi Airbnb, ma è solo il primo round

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Avere Francesco Rutelli in squadra come superconsulente non aiuta a risolvere i problemi. Almeno per ora. Così Airbnb, servizio molto amato dagli utenti e molto invisa alle Istituzioni, ha subito un attacco dalla lobby degli albergatori. La società, nonostante la massiccia attività di pressione svolta sfruttando canali renziani, ha riportato una prima, per quanto parziale, sconfitta alla Camera con l’emendamento alla Legge di Bilancio presentato in commissione Finanze dalla deputata del Pd, Silvia Fregolent, per introdurre la cedolare al 21% per le prenotazioni sul sito Internet. A pagare sarebbero i proprietari di casa con l’azienda di San Francisco che, in qualità di sostituto di imposta, verserebbe i soldi al fisco dopo l’apposita iscrizione in un registro all’Agenzia delle Entrate. Una grana di non poco conto. L’emendamento dovrà essere però votato dalla commissione Bilancio di Montecitorio. Quindi, bisognerà attendere le contromosse di Airbnb, che da un latro vuole spazzare via l’accusa di favorire l’evasione fiscale con gli affitti in nero, ma dall’altro vuole puntare a conservare  un ruolo di intermediario con meno grattacapi.

L’operazione anti-Airbnb sembra ispirata da Federalberghi del presidente Bernabò Bocca, senatore di Forza Italia, in grado di trovare sponde tra i dem. La renziana Fregolent, presentatrice della Leopolda 2014, aveva già condotto altre battaglie contro società avversarie della lobby degli albergatori, su tutti Booking. Da relatrice alla Camera del ddl Concorrenza, poi impantanatosi al Senato, aveva dato il via libera alla norma che prevedeva la possibilità degli hotel di praticare tariffe più vantaggiose rispetto a quelle proposte sui colossi delle prenotazioni online. In quel caso le pressioni delle società avevano portato all’affossamento del provvedimento. Airbnb non può sperare nello stesso esito, perché la manovra continuerà il proprio iter con tempi di approvazione per forza di cose più serrati. Ma l’obiettivo è quello di respingere l’assalto, rinviando la questione normativa in un altro provvedimento.

DETTAGLIO – Ma cosa prevede nel dettaglio la proposta? C’è l’istituzione di un registro presso l’Agenzia delle Entrate a cui deve iscriversi “ogni tipo di struttura ricettiva extralberghiera aventi ad oggetto la concessione in godimento a terzi di immobili e relative pertinenze, o porzioni di essi, idonei all’uso abitativo, effettuate direttamente da privati o tramite l’intermediazione di portali on line di commercializzazione, di agenzie immobiliari o di altri gestori professionali”. Poi, per le locazioni inferiori a 18 mesi, viene introdotta una cedolare secca con aliquota al 21%. Una norma pensata appositamente per tagliare le unghie ad Airbnb. Ma per una renziana che si impegna a indebolire la società di intermediazioni di affitti, ci sono altre pattuglie di renziani pronte a rispondere. Con Rutelli capofila, chiamato a far valere il suo peso politico tra gli ex sodali ora passati sotto le insegne di Matteo Renzi.