Non c’è più la Milano da bere. Ora nel capoluogo lombardo si affilano i coltelli. Ancora una maxi rissa in pieno centro. Alfano annuncia: “150 militari e stop profughi”

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L’ultima rissa di ieri sera fa tornare alto di nuovo l’allarme sicurezza a Milano. Teatro delle violenze piazza Città di Lombardia, proprio sotto la nuova sede della Regione. Sono rimasti feriti due giovani di 16 e 18 anni colpiti con coltelli e bottiglia. Uno è ricoverato in gravi condizioni, l’altro è stato dimesso dopo una notte in ospedale. Lo scontro in seguito a un diverbio tra gruppi di giovani di nazionalità filippina che erano in piazza a bere e ad ascoltare musica. Solo una settimana fa altra maxi rissa in piazzale Loreto con un uomo morto accoltellato. Tanto che il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha chiesto la presenza dei militari per evitare i frequenti scontri tra gang straniere e rivali. Con polemiche anche da parte di Lega e Centrodestra che hanno attaccato sostenendo che i militari già c’erano in passato ma erano stati mandati via. La situazione resta comunque critica e oggi in città è arrivato il responsabile del Viminale, Angelino Alfano. Il ministro dell’Interno dopo aver partecipato al vertice sulla sicurezza nel capoluogo lombardo, a cui hanno preso parte il sindaco Sala e il prefetto Marangoni, ha annunciato “Centocinquanta militari in più a supportare le forze dell’ordine che già operano a livelli eccellenti e stop all’arrivo dei profughi”.

 

 

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