Non è mai troppo tardi per essere felici. E Polito spiega nel suo ultimo libro come arrivarci

Vecchio, Costi, Polito e Tassoni
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Dieci consigli per cercare e forse anche trovare la felicità, in quel periodo della vita che comincia dopo i sessant’anni, sono a disposizione pronti all’uso dei lettori nel libro “Prove tecniche di resurrezione, come riperdersi la propria vita”, del giornalista e scrittore Antonio Polito. L’opera del vicedirettore del Corriere della Sera è stata presentata al Circolo Tennis Eur, su iniziativa del Presidente Vincenzo Vecchio, del consigliere Franco Tassoni e del vice presidente Bruno Costi, nell’ambito del programma Ct Eur Cultura 2018.

Accettando l’immagine proposta da Costi, che ha paragonato i dieci consigli di Polito ad altrettanti gradini, più o meno ripidi e faticosi, da salire per tentare di avvicinarsi alla felicità, Polito ha iniziato dal primo, “Compilare una lista, ovvero ricordasi di morire”, spiegando con autoironia e bonarietà tutte partenopee che non si può immaginare una resurrezione se prima non si fa pace con la morte. Poi, via via ha salito tutti gli altri gradini: il secondo “Restare umani”, il terzo “Fare pulizia, selezionare libri, frequentazioni e parole”, il quarto “Diventare conservatore”, ovvero avere il coraggio di cambiare idea; il quinto “Restituire il bene”, cioè darsi al volontariato, il sesto “Mollare i figli”, per consentire loro di emanciparsi, il settimo “Venerare la bellezza”, ovvero innamorarsi della moglie, l’ottavo “Farsi digitali”, cioè impedire a internet e computer di separarci dal mondo, il nono “Godere ed esultare”, cioè imparare a mangiare facendo la dieta, ed infine il decimo “Cercare la felicità” ricorrendo a due virtù: la pazienza e l’umorismo.

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