Non solo aneurismi e infarto. I rischi sono le valvole cardiache. Un milione di italiani soffre di queste patologie. Ma solo uno su quattro riceve una diagnosi corretta

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Non solo aneurisma e infarto. A insidiare la salute del cuore ci sono anche le malattie delle valvole cardiache. In Italia colpiscono più di 1 milione di persone e riguardano il 10 per cento della popolazione oltre i 65 anni, che è la fascia più colpita. Si stimano in oltre 130mila italiani che soffrono di stenosi aortica grave sintomatica, per i quali le linee guida nazionali e internazionali suggeriscono un intervento di sostituzione della valvola, e in circa 600 mila quelli che accusano un’insufficienza mitralica da moderata a grave, per molti dei quali sarebbe utile un intervento correttivo. Nonostante i dati epidemiologici indichino che parliamo di malattie che riguardano un’ampia fetta della popolazione, in pochi sono consapevoli di avere la malattia. Per questo è stata istituita per l’8 settembre prossimo, e sarà celebrata per la prima volta nei Paesi europei, con attività che si svilupperanno nel corso di tutto il mese di settembre, la Giornata Europea sulle Malattie delle Valvole Cardiache, European Heart Valve Disease Awareness Day.

Processi degenerativi – Gli obiettivi sono aumentare la consapevolezza sia della cittadinanza sia delle Istituzioni su queste malattie, promuovere e diffondere la conoscenza dei sintomi e migliorare la diagnosi che può essere effettuata in modo semplice da parte del medico di medicina generale auscultando il cuore con lo stetoscopio. Le malattie alle valvole del cuore, se non curate adeguatamente, provocano un serio peggioramento della qualità di vita del malato, possono causare scompenso cardiaco anche grave e portare a morte nel giro di pochi anni. Oltre al trascorrere del tempo, le valvole cardiache si deteriorano per colpa dei processi degenerativi indotti dall’arteriosclerosi, per cui lo stile di vita è fondamentale per ridurre in maniera significativa il rischio di incorrere in questo tipo di patologia. Quindi, colesterolo, trigliceridi, diabete, obesità, sovrappeso, sono tutte condizioni che possono causare questa patologia, per cui in primo luogo è necessario adottare una dieta che riduca i fattori di rischio. Quando viene diagnosticata una forma grave le possibilità di cura sono la riparazione o la sostituzione della valvola con interventi che sono il frutto di decenni di ricerca sui materiali e di innovazione nelle procedure chirurgiche e cardiologiche interventistiche. Le strade oggi a disposizione sono essenzialmente due: la via chirurgica o la procedura transcatetere.

Chiururgia poco invasiva – La prima consiste nell’impianto o nella riparazione delle valvole con un intervento di cardiochirurgia a cuore aperto o con i più moderni approcci minimamente invasivi. La seconda prevede trattamenti  messi a punto più di recente, che permettono la riparazione della valvola mitrale con una clip o l’impianto di un anello, adatto quest’ultimo anche per riparare la valvola tricuspide, oppure la sostituzione della valvola aortica mediante la Tavi, un intervento eseguito spesso in anestesia locale, che utilizza un catetere introdotto attraverso l’arteria dell’inguine, indicato nei pazienti giudicati non idonei all’intervento chirurgico o a rischio alto o intermedio per la chirurgia e rappresenta la tecnica più adeguata nei pazienti anziani.In entrambi i casi gli interventi sono poco invasivi, grazie naturalmente ai materiali e alle tecniche più avanzate, e il paziente può tornare alla sua vita normale già dopo qualche giorno.