Nordio: “Il libro più importante per la Giustizia firmato da Mussolini”

Nordio shock contro il patentino antifascista: “Il libro più importante per la giustizia lo ha scritto Mussolini”

Nordio: “Il libro più importante per la Giustizia firmato da Mussolini”

Ancora una volta il ministro della Giustizia Carlo Nordio interviene nel cuore di una polemica e non fa che infiammarla. Per aderire alla Fiera della piccola e media editoria servirà sottoscrivere una domanda in cui vengono riconosciuti e condivisi “i valori antifascisti alla base dell’ordinamento democratico della Costituzione italiana”. La novità della kermesse organizzata dall’associazione italiana editori (Aie) in programma alla Nuvola dell’Eur, dal 4 all’8 dicembre, era finita nel mirino di Giorgia Meloni. Che di buon mattino domenica ha puntato il dito sui social parlando di “censura”.

Nordio: “Il libro più importante per la Giustizia firmato da Mussolini”

Ieri l’affondo di Nordio. “Forse gli organizzatori non sanno che il libro più importante per la nostra giustizia, cioè il Codice penale, reca la firma di Mussolini”, ha detto il Guardasigilli. Che più tardi ha specificato: “È proprio un paradosso che si pretendano attestazioni di antifascismo da chi non vuole cambiare un codice firmato da Mussolini”.

Le critiche del Pd e Zaccaro (Area)

Questa affermazione – commenta il dem Dario Parrini – “è sconcertante e ridicola per almeno tre ragioni. La prima: che c’entra il Codice Rocco con la vicenda ‘Più libri più liberi’? Niente. La seconda ragione è che le parole di Nordio comportano un osceno elogio revisionistico di Mussolini. La terza è che il ministro della Giustizia sostiene il falso: pur non essendo mai stato formalmente sostituito da un altro testo globale, il Codice Rocco del 1930 è stato progressivamente svuotato dei suoi elementi autoritari, illiberali e antidemocratici”.

Interviene Giovanni Zaccaro, segretario di Area democratica per la giustizia, l’associazione che riunisce le toghe progressiste: “A volte temo si cerchi la battuta ad effetto: è vero che il codice penale come quello civile sono stati adottati durante il fascismo ma tutti, soprattutto i laureati in legge, sanno bene che negli anni sono stati aggiornati dal legislatore, parzialmente abrogati dalla Corte costituzionale e soprattutto interpretati per decenni da avvocati e magistrati per renderli compatibili con la Costituzione democratica”.