Nuova contestazione disciplinare a Ranucci. Il legale del conduttore: “Tempismo irrequieto”. Intanto è polemica su FiloRosso di Monteleone che raccoglie un magro 2,6% di share

La contestazione disciplinare notificata a Ranucci otto ore dopo il deposito del ricorso del giornalista. La Rai: atto protocollato prima

Nuova contestazione disciplinare a Ranucci. Il legale del conduttore: “Tempismo irrequieto”. Intanto è polemica su FiloRosso di Monteleone che raccoglie un magro 2,6% di share

Nei corridoi di viale Mazzini si mormora che la strategia sia chiara: chiudere la partita “Sigfrido Ranucci” con un licenziamento del giornalista prima ancora che il giudice del lavoro si pronunci sul ricorso per il reintegro alla conduzione di Report. In effetti è difficile leggere altrimenti la sequenza temporale che ha portato, a stretto giro dal deposito del ricorso d’urgenza, a una nuova contestazione disciplinare nei confronti del giornalista.

La ricostruzione di fatti e orari

I fatti, ricostruiti dal suo legale, l’avvocato Roberto De Vita: “Ieri mattina alle 10.39 abbiamo depositato il ricorso a tutela di Sigfrido Ranucci e subito dopo, alle 18.41, è arrivata una pec della Rai con contestazioni disciplinari. Nemmeno il tempo di consentire al giudice del lavoro di valutare, in via d’urgenza, la legittimità del provvedimento del 28 agosto, che già se ne aggiunge un altro. Un tempismo irrequieto”.

La versione di TeleMeloni: “Atto dovuto”

Sul fronte aziendale, però, la versione diverge nettamente. Secondo fonti Rai, l’invio della lettera sarebbe un atto dovuto, slegato dalla presentazione del ricorso: il documento sarebbe stato protocollato dalla Direzione Risorse Umane lunedì scorso, dunque prima della comunicazione del ricorso da parte dei legali di Ranucci. Un dettaglio, questo, su cui però restano margini di ambiguità: la data del 14 che compare sul documento, da quanto apprende La Notizia, risulterebbe scritta a penna, il che rende tutt’altro che scontato stabilire con certezza quando il procedimento sia stato effettivamente avviato.

Violate norme interne

Nel merito, la contestazione nasce dalla relazione del Comitato Etico sulla vicenda dei rapporti tra Ranucci e Valter Lavitola, l’ex editore de L‘Avanti! attualmente detenuto come presunto mandante dell’attentato dinamitardo contro il giornalista. Dalla relazione, secondo l’azienda, emergerebbero profili rilevanti dal punto di vista disciplinare relativi alla condotta personale di Ranucci, che avrebbe violato norme interne.

Le contestazioni riguarderebbero l’invio a soggetti esterni di mail interne – tra cui la circolare che il direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini aveva inviato allo stesso Ranucci -, giudizi espressi nei confronti dei vertici aziendali e dei nuovi conduttori di Report, e l’accesso non consentito in azienda di soggetti esterni.

E ora Ranucci rischia il licenziamento

Ranucci ha cinque giorni di tempo per rispondere alla lettera, che può sfociare nell’apertura di un vero e proprio procedimento disciplinare, con esiti che vanno dal richiamo alla sospensione, fino – nell’ipotesi più estrema – al licenziamento.

L’azienda tiene comunque a precisare che questo filone è indipendente dall’audit interno sulle procedure seguite nella realizzazione delle inchieste di Report, che dovrebbe partire solo in un secondo momento, così come la rimozione dalla conduzione risponderebbe, a detta della Rai, a mere “logiche editoriali”, tanto che il provvedimento del 28 agosto porta la firma di Corsini e non dell’amministratore delegato Giampaolo Rossi. La partita si sposta ora nel Cda Rai in programma per oggi, che si annuncia particolarmente acceso.

Intanto su Rai Tre Monteleone si ferma al 2,6%

E mentre si infiamma la questione Ranucci, TeleMeloni inanella l’ennesimo flop. Ieri sera, la puntata speciale di FiloRosso, condotta da Antonino Monteleone (costo 120mila euro) è stata un gigantesco flop. La trasmissione ha infatti raccolto in prima serata su Rai Tre, uno share che ha toccato il 2,6%. Un risultato talmente basso – anche se Monteloene aveva fatto di peggio, toccando lo 0,9% con la trasmissione d’esordio – da scatenare le ire di tre consiglieri di amministrazione Rai: Alessandro di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale.

“Spiace dover sottolineare il magro risultato conseguito ieri sera da Rai Tre: nel martedì in cui tutte le emittenti hanno proposto il loro spazio di approfondimento per la nuova stagione, il servizio pubblico è stato surclassato negli ascolti da entrambe le reti private concorrenti”, si legge in una nota dei tre consiglieri di minoranza, “Non è servita a Filorosso nemmeno la consueta ora dedicata a Garlasco, un tema che continua a debordare anche sulle reti Rai nonostante gli appelli dell’Agcom”.

“Il flop di ieri sera è tanto più rilevante se si considera che, per far spazio a Filorosso, si è spostata d’imperio la seconda puntata dello speciale di “Mi manda Rai3“, che invece una settimana fa aveva dato ottimi risultati anche negli ascolti – prosegue la nota -. Si torna alla questione nodale dell’identità da restituire a Rai3, un obiettivo per il quale il CdA si era espresso all’unanimità a inizio mandato. Alcune scelte editoriali sembrano fatte invece senza tenere conto delle attese del pubblico della rete”.