Nuove minacce dei jihadisti. Nel mirino c’è l’Inghilterra. Tagliagole pronti ad attaccare i seggi elettorali e politici. E promettono anche altri attentati negli Stati Uniti

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L’Isis torna a minacciare la Gran Bretagna. Due sedicenti combattenti britannici dell’Isis hanno lanciato via Twitter un appello ad attaccare i seggi elettorali e i politici in Inghilterra alla vigilia della tornata elettorale Sale la tensione e cresce l’allarme, dunque.

LA RIVENDICAZIONE
In precedenza sempre l’Isis aveva rivendicato l’attacco a Dallas a una mostra su Maometto minacciando altri episodi simili in futuro negli Usa. “Vi diciamo, America, che quello che sta arrivando sarà più doloroso e più amaro, e vedrete come i soldati del califfato vi colpiranno”. Dopo il tweet di un presunto combattente del gruppo terroristico, una dichiarazione audio è stata trasmessa dalla radio dell’Isis – Al Bayan – secondo cui “due soldati del califfato” hanno eseguito l’attacco. Inoltre, in base a quanto riferiscono fonti della polizia, quattro cittadini britannici sono stati arrestati dall’antiterrorismo all’aeroporto londinese di Gatwick. I quattro erano di ritorno dalla Turchia, dove era stato negato loro l’ingresso nello scalo della località turistica balneare di Antalya. La “rotta” turca è stata seguita da vari britannici di fede musulmana, come da da presunti foreign fighter di altri Paesi europei, per raggiungere la Siria e unirsi a diversi gruppi jihadisti, dall’Isis al Fronte al Nusra. Ma la minaccia incombe anche sul nostro paese. Almeno stando a quanto ha dichiarato l’ambasciatore della Libia in Italia, Ezzedine Al Awami: “Dico a voi italiani che la minaccia dell’Isis contro Roma è da prendere sul serio, perché questi terroristi sono persone votate al suicido, gente senza scrupoli. E alcuni di loro potrebbero salire sui barconi e mischiarsi con i migranti per venire in Italia. Abbiamo un avversario comune da combattere”.

L’ULTIMA RISERVA
Per attaccare mezzo mondo, i jihadisti hanno bisogno di soldati. L’ultima riserva di combattenti a cui attingere per rinforzare le fila dei terroristi si chiama Russia. A Mosca, infatti, sarebbero già stati reclutati fino a quattromila miliziani pronti a battersi per il sedicente Stato islamico. Sempre più immigrati giunti in Russia dalle repubbliche centroasiatiche a maggioranza musulmana sono esposti alle sirene dei reclutatori ceceni che agiscono per conto del Califfato.

LA PERSUASIONE
I reclutatori farebbero leva sulla fede religiosa degli immigrati ma anche sulle loro miserevoli condizioni socio-economiche, spiegando loro che una vita da liberi combattenti per lo Stato Islamico sarebbe comunque preferibile a un’esistenza da schiavi e sfruttati nel microcosmo del lavoro nero moscovita.

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