Obama incorona Hillary Clinton come erede. E attacca Trump: “Punta sulle paure e sui muri”

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Barack Obama ha lanciato la volata a Hillary Clinton. Il presidente degli Stati Uniti ha messo da parte le divisioni personali, chiedendo agli elettori di darle fiducia. “Hillary Clinton è la persona più qualificata di sempre a candidarsi per la Casa Bianca”, ha affermato Obama a Philadelphia. “Nessuno oggi è preparato quanto lei per guidare questo paese. Hillary è una che vi difenderà, è una che non molla mai”, ha ribadito l’attuale presidente, elogiando anche l’attività di segretario di Stato svolta dall’ex First Lady.

“L’America che io conosco  è piena di coraggio, ottimismo, inventiva. L’America che io conosco è onesta e generosa. Certo, abbiamo le nostre preoccupazioni quotidiane, siamo frustrati dalla paralisi politica, spaventati dalle divisioni razziali, sconvolti e angosciati dalle follie di Orlando o di Nizza. Ci sono sacche del nostro paese che non si sono riprese dalle chiusure di fabbriche; uomini che un tempo erano orgogliosi del loro duro lavoro con cui mantenevano le famiglie, e ora si sentono dimenticati”, ha detto Obama. Ma – ha aggiunto – “la sfida è fare meglio. Essere migliori. Ma attraversando il paese, visitando tutti i 50 Stati, io ho visto anche quello che è giusto in America. Vedo quelli che lavorano duramente e creano nuove imprese, quelli che insegnano ai figli lo spirito di servizio per il paese”. E ancora: “Vedo una nuova generazione piena di energie e di idee nuove, che non si lascia condizionare dall’esistente, che è pronta a cogliere l’opportunità di un futuro migliore”.

Non sono mancati gli attacchi frontali al candidato repubblicano Donald Trump, che ha chiesto aiuto alla Russia per inchiodare Clinton allo scandalo delle mail false contro il rivale Bernie Sanders. “Dascisti, comunisti o demagoghi, hanno sempre fallito”, ha incalzato Obama

E il vicepresidente Joe Biden è andato giù ancora più duro: “Non sa di cosa parla in politica estera. E non può tenere il dito sul pulsante nucleare”. Anche l’ex sindaco di New York Bloomberg, intervenuto come indipendente (lui ha addirittura dei trascorsi repubblicani), ha lanciato pesanti accuse a Trump. “Io sono di New York, e quando vedo un truffatore lo riconosco. Ha fallito molte volte, scaricando i costi sugli altri, ma ora dice che vorrebbe gestire gli Stati Uniti come il suo business. Davvero?”. Un affondo è arrivato dal candidato vicepresidente Tim Kaine. “Trump tipete sempre la stessa cosa: credetemi. Ma non spiega mai cosa vuole fare. Riporterò il lavoro, credetemi. Sconfiggerò l’Isis, credetemi. Nella mia dichiarazione dei redditi non c’è nulla di strano, credetemi. Garantirò la sicurezza, credetemi. Eppure tutte le persone che si sono fidate di lui, dalle aziende con cui ha lavorato fino ai clienti delle sue attività, sono state imbrogliate proprio perché gli hanno creduto”.